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Crisi di giunta, il bilancio un pretesto per altre mire
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Crisi di giunta, il bilancio un pretesto per altre mire
Conferenza stampa di sindaco, giunta (Franquillo tra il pubblico) e gruppi di maggioranza con il Pd mozzo. 'Essere di sinistra significa soprattutto rispettare le istituzioni'
Ha l'aria delusa il sindaco Mismetti, al di là dell'espressione pacata che da sempre lo contraddistingue. Il consiglio comunale che doveva discutere del bilancio consuntivo 2014 del Comune di Foligno è stato annullato per mancanza del numero legale. In altre parole, i contrasti interni alla maggioranza di
governo, anzi a esser precisi interni al Partito democratico, stanno tenendo in stallo l'attività amministrativa della città e lo stesso mandato del primo cittadino. Il quale, senza troppi giri di parole, incontra subito la stampa locale per mettere in chiaro che "la città ha diritto ad un messaggio anche e soprattutto in questi momenti complicati. Abbiamo deciso di far mancare il numero legale perché l'atto in discussione era di fondamentale importanza per la città, e alcuni problemi della coalizione non ci avrebbero permesso un confronto serio e costruttivo. Questa è stata una mattinata delicata e anche dolorosa sul piano personale. Certi comportamenti lasciano il segno".
Insieme a Nando Mismetti ci sono l'intera giunta comunale e i gruppi consiliari di maggioranza, esclusi i dissidenti del Pd firmatari dell'emendamento al bilancio. A dirla tutta, l'assessore Maura Franquillo - esponente dell'area più a sinistra del Pd -rimane seduta al di là della scrivania dell'amministrazione, preferendo prendere posto insieme ai giornalisti. Un gesto, questo, che non ha bisogno di interpretazioni. Ancora Mismetti: "Prima di arrivare alla fine di luglio (termine ultimo per approvare il bilancio prima del commissariamento, ndr), abbiamo deciso di utilizzare i giorni ancora a nostra disposizione per trovare una soluzione. Un conto sono le valutazioni politiche, un altro conto l'interesse della città, con cui apriremo un confronto in questi giorni. Ma sia chiaro da subito: non vogliamo rimanere qui a tutti i costi. Foligno è la terza città dell'Umbria e la seconda della provincia di Perugia, ma secondo noi la politica rimane un servizio e non un mestiere. Quindi, se ci saranno le condizioni per governare andremo avanti, altrimenti saremo costretti ad aprire le porte al commissariamento, e a quel punto ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità".
Eh già, perché quel che la giunta e il sindaco non possono dire apertamente, anche perché finora non hanno ricevuto alcuna richiesta formale in tal senso, è il fatto che nell'emendamento al bilancio presentato dalla minoranza del Pd si parla di assenza di sinistra nelle linee amministrative, quando in realtà il bilancio dell'ente è di per sé un documento di sinistra, come ha ricordato lo stesso primo cittadino. Allora, forse, viene il dubbio che le assenze lamentate dai dissidenti potrebbero essere di tipo, come dire... posturale. E con il rinnovo della Presidenza Vus e delle altre partecipate dietro l'angolo, viene facile far peccato e pensar male.
"Non capisco - dichiara ancora Mismetti - come si possa lamentare l'assenza di sinistra nella nostra amministrazione. Assumiamo quattro nuove maestre d'asilo, stiamo spingendo sulla pianificazione europea e sull'agenda urbana con l'arrivo di risorse che porteranno benefici per la collettività, non abbiamo mai toccato di un centesimo le politiche sociali malgrado i tagli nazionali, e anzi stiamo cercando di trasformarle da assistenziali ad attive con le borse lavoro e i voucher, anche se le cifre a nostra disposizione purtroppo sono basse. Occorre comprendere che nel giro di pochi anni siamo passati da 42 a 28 milioni di euro di bilancio, dei quali appena 250 mila sono lasciati alla nostra discrezionalità, mentre tutto il resto è già impegnato nelle varie poste fisse. Ma essere di sinistra, secondo me, vuol dire prima di tutto rispettare le istituzioni: non so se tutti qui lo stiano davvero facendo".
In ogni caso, se Foligno dovesse venire commissariata sarebbe gravissimo sia per la città, che perderebbe gran parte delle opportunità costruite nel corso degli anni, sia per lo stesso Partito democratico. Le elezioni del 2014 hanno visto andare a destra sia Perugia sia Spoleto. Il mese scorso la più che sofferta riconferma della Marini presidente della Regione ha decretato chiaramente come l'Umbria sia ormai divenuta una realtà contendibile. Commissariare Foligno, mai come in questa fase, significherebbe regalarla al centrodestra al prossimo appuntamento elettorale.
"Ci troviamo d'accordo su tanti punti - conclude Mismetti - ma non sulle poste da indebolire per trovare le risorse. Per esempio, pretendere di sottrarre 50 mila euro all'Ente Giostra vuol dire, secondo noi, che vogliamo chiudere la Quintana. E' impensabile Come anche è impensabile depotenziare il centro studi, che è un partner molto valido per i finanziamenti europei. La nostra scelta non è stata di colore, pensiamo che la città meriti un minimo di rispetto e di tempo prima di prendere la decisione finale".
Proprio stasera (16 luglio) si terrà una riunione nella sede del Partito democratico: il segretario del Pd di Foligno Patrizia Epifani, presente in conferenza stampa, si è detta fiduciosa che si possa trovare una soluzione alla crisi di giunta: "Partiamo dalla vittoria importante del 2014; quello è stato il frutto della grande coesione, e proprio per questo non posso pensare che persone che hanno condiviso gran parte della storia di questo partito possano arrivare a scelte così drastiche. Le scelte fatte dai vertici a livello nazionale ovviamente si ripercuotono anche sulle realtà locali, ma poi la dimensione cittadina deve suggerire di ricercare le soluzioni migliori per la collettività. Penso che durante questi dieci giorni che mancano alla fine di luglio si possa riuscire a ricucire".
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