cronaca
'Il presidente del tribunale risponda a mia figlia'
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'Il presidente del tribunale risponda a mia figlia'
L'appello di una mamma, da sette anni invischiata in una causa di divorzio, alla dottoressa Bellina, con cui sua figlia 20enne vorrebbe parlare. Per capire.
Un matrimonio finito male, sette anni di battaglie legali, e ora l'oggettiva impossibilità di parlare con una dipendente pubblica, nella fattispecie la presidente del tribunale di Spoleto. La storia è quella di Cinzia Coppotelli ma, soprattutto, di sua figlia appena ventenne che da settimane, per non dire mesi,
sta cercando di mettersi in contatto con il magistrato che si occupa della causa di divorzio dei suoi genitori. "Abbiamo provato in tutti i modi a metterci in contatto con la presidente del tribunale", dichiara la madre di Ilaria, "dalle telefonate alla lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, cui nessuno ha risposto. Mia figlia, che era minorenne quando questa vicenda giudiziaria è cominciata, ora ha 20 anni ma non è mai stata ascoltata dai giudici che si sono avvicendati nella gestione della causa e che, di fatto, da anni detengono nelle proprie mani le nostre sorti".
Vari giudici, appunto: infatti la signora Coppotelli è di Perugia ma, con suo marito, era andata a vivere a Deruta: il che vuol dire che per i primi anni il divorzio è stato gestito dal tribunale di Perugia, salvo poi - con il riordino dei tribunali - passare nelle mani di quello di Spoleto.
Nel frattempo madre e figlia sono andate avanti con il lavoro di lei e un assegno ridicolo di 150 euro al mese, a titolo di mantenimento. "Ilaria vorrebbe - dichiara ancora Cinzia Coppotelli -, anzi a questo punto vuole solo parlare con questo giudice, perché nessuno l'ha mai ascoltata. Vuole spiegare dal suo punto di vista cosa significa studiare fuori e aiutarmi come può sin da quando aveva 16 anni. Non è per me che chiedo spazio e ascolto, ma per mia figlia. Ritengo inaccettabile non rispondere, se non da magistrato per lo meno da donna, ad una ragazza in gamba che vuole parlare con chi sta prendendo tempo per decidere del suo futuro. I ragazzi devono essere ascoltati".
Come spesso accade, quando di mezzo c'è la giustizia, pardon, la legge, a rimetterci sono i più deboli. Nella fattispecie la giovane Ilaria, che dal matrimonio fallito dei suoi genitori ha ricevuto soltanto dolore, incertezze, disagio e soprattutto disillusione. "Mi vergogno - conclude sua madre - di aver insegnato a mia figlia che in fondo essere onesti paga". Eppure proprio le istituzioni sono quelle che dovrebbero, almeno in teoria, dare l'esempio ed ascoltare i giovani, vale a dire coloro che dovrebbero cambiare in meglio la società nel pieno rispetto dei suoi principi, a cominciare da quello della legalità. In fondo non costa nulla dedicare anche solo un quarto d'ora della propria vita, dei propri impegni all'ascolto di chi, protagonista suo malgrado di una vicenda sulla quale si p chiamati a decidere, vorrebbe soltanto capire.
Folignonline rilancia l'appello di Cinzia Coppotelli e di sua figlia nei confronti della dottoressa Bellina, presidente del tribunale di Spoleto, affinché riceva la giovane Ilaria o, quantomeno, risponda agli innumerevoli tentativi di mettersi in contatto con lei.
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