politica

Foligno Capitale italiana della scultura 2010, MpF: 'Scelta lungimirante ma...'

 

Lorenzo Schiarea: 'Come mai allora sulla gestione museale si parla di tagli nei giorni e negli orari di apertura?'

 

"La recente decisione di candidare Foligno a Capitale italiana della cultura 2020 è stata lungimirante, considerando anche il fatto che siamo stati l'unica città in Umbria ad aver fatto richiesta.
Ma sorge una domanda spontanea: come mai allora ci accingiamo a dare un indirizzo politico sulla futura gestione museale che prevede dei tagli nei giorni e negli orari di apertura?".


Inizia così la nota di Lorenzo Schiarea del Movimento per Foligno. "La scelta è un forte controsenso in quanto non è possibile candidarsi ad essere eccellenza nella cultura e allo stesso tempo per motivi di budget ridimensionare le nostre importanti potenzialità artistiche e culturali. Da sottolineare anche l'iter per diventare la capitale del 2020, il comitato infatti per analizzare le candidature in primis valuterà la sostenibilità economica della città nell'affrontare una sfida così importante per il futuro". 

Insomma un controsenso bello e buono quello che riscontra Schiarea. "Anche la volontà di non rendere omogenei i periodi di fruibilità per il turista tra Palazzo Trinci e le altre realtà museali, come l'Oratorio della Nunziatella, l'Oratorio del Crocifisso ed il Museo della Stampa, non è sintomo di indirizzo politico e decisionale chiaro e determinato, anzi va a peggiorare la possibilità di accesso che nel corso degli anni è stata già ridotta drasticamente agli orari 10-13 e 16-19, lontana dalla media italiana".

Ed ancora. "Tenuto conto che si sceglie di mettere a pagamento gli Oratori rispetto all'odierna gratuità, non prevede nemmeno di conseguenza un'idea di circuito museale coordinato con Palazzo Trinci. La decisione riguardante il libero accesso di alcuni siti avrebbe ad ogni modo invogliato ed incentivato ad incrementare quel turismo che anche a causa del terremoto ha avuto un forte calo, come nel resto dell'Umbria". 

Un'ultima riflessione: "questa linea politica è in forte controtendenza rispetto a quella nazionale di promozione della cultura che verte sulla scelta del 'museo aperto'. Oggi più che mai dobbiamo lavorare come istituzioni affinché la cultura riprenda la sua centralità".


 



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