Libretti svuotati dalla dipendente postale, pensionati di Verchiano recuperano i loro soldi

 

Grazie all'associazione Federconsumatori sono riusciti a riavere l'intera somma 'scomparsa'

 

Ci sono voluti sei anni ma hanno recuperato i soldi che erano spariti dal libretto rubati dall'impiegata dell'ufficio postale che faceva servizio "itinerante" sulla montagna folignate.


Con sentenza del 7 marzo, il tribunale di Spoleto ha rigettato l'opposizione proposta da Poste Italiane spa. avverso il decreto ingiuntivo emesso a favore di due risparmiatori di Verchiano che si erano visti negare dalla filiale la restituzione dell'importo contenuto in un libretto postale ad essi intestato.

La filiale, nota per il procedimento condotto a carico di una direttrice indagata per aver sottratto ai risparmiatori, per lo più anziani, ingenti somme di denaro, aveva infatti riferito ai titolari del libretto postale oggetto di causa, che, contrariamente a quanto riportato dal titolo, il libretto risultava vuoto.

I due risparmiatori si sono pertanto rivolti ad Alessandro Petruzzi della Federconsumatori Perugia che si è immediatamente attivato in via bonaria prima e per il tramite di uno dei propri legali (avvocato Agnese Franceschini) poi, per il recupero delle somme illegittimamente negate ai titolari.

La ricostruzione offerta dall'Ente, che sosteneva la tesi della conversione del libretto ad insaputa dei risparmiatori, è stata ritenuta "scarsamente plausibile e comunque priva di qualsivoglia aggancio probatorio" dal Tribunale di Spoleto che ha pertanto ripristinato le legittime ragioni di credito. 

LA VICENDA. I fatti risalgono al 2011. La cifra contestata alla dipendente postale che faceva le funzioni di direttore dei piccoli uffici postali della montagna folignate, era di 750mila euro tra conti correnti e libretti di deposito. L'incredibile storia era venuta fuori quasi per caso.

Una mattina di dicembre, nell'ufficio postale di Verchiano, si era presentato un vecchio cliente per ritirare mille euro per poter pagare la legna. L'impiegato, uno che si trovava lì solo per sostituire la titolare dell'ufficio, aveva risposto che il prelievo era impossibile perchè il conto corrente era vuoto. Era bastato rivolgersi ai carabinieri per far venire fuori, piano piano, tutta la vicenda.

La direzione di Poste Italiane ha impiegato mesi per verificare tutti i movimenti dei tantissimi conti e libretti distribuiti nel territorio e da non molto ha provveduto al rimborso dei correntisti truffati
In campo erano anche scese le associazioni dei consumatori, prima fra tutte la Federconsumatori, pronte a dare vita a una class-action per tutelare i diritti di chi si era ritrovato il libretto svuotato senza saperlo.

L'impiegata infedele - assistita dall'avvocato David Zaganelli - si era dimostrata da subito disponibile a una collaborazione con gli inquirenti ma la sua ricostruzione dei fatti sembra cozzare con quella della procura. A cominciare dall'entità dell'ammanco (a suo dire decisamente inferiore) e dal fatto che la donna ha sempre sostenuto di aver fatto tutto da sola mentre per il pm Petrazzini altri tre soggetti - un parente, un amico e una collega, ma in questo caso soltanto per una operazione - sarebbero coinvolti.

Un'accusa pesante, quella di peculato, dovuta - secondo indiscrezioni - al fatto che a compiere la truffa sia stato un pubblico ufficiale. Una persona di cui era lecito fidarsi e che invece, sempre secondo quanto ricostruito dalla procura, avrebbe utilizzato il denaro altrui per comprarsi abiti firmati, gioielli e per fare viaggi.

 


 



I commenti dei nostri lettori

Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Folignonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Folignonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Folignonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.