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Fils, Filipponi: 'La Giunta vuole davvero ricapitalizzare la societa' per oltre un milione per avere un utile di 6.900 euro?'
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Fils, Filipponi: 'La Giunta vuole davvero ricapitalizzare la societa' per oltre un milione per avere un utile di 6.900 euro?'
Lunga lettera della capogruppo di Impegno Civile sulle sorti della partecipata del Comune. Tanti i dubbi, i veleni e le accuse
Una lunga lettera quella scritta da Stefania Filipponi di Impegno Civile sulla questione della Fils, la partecipata del Comune ora oggetto di una liquidazione. E la capogruppo parte dal consiglio comunale di giugno 2016.
"Con atto del 27 giugno 2016 il Consiglio ha deciso di non provvedere alla copertura della perdita di esercizio, risultante dal bilancio FILS 2015,pari ad € 500.777,00 essendo preventivamente necessario redigere un piano industriale, a cura della società, e conseguentemente lo stesso consiglio ha deliberato lo scioglimento anticipato della FILS".
"Risulta che il piano industriale sia stato redatto (e persino revisionato al 18 gennaio 2017) e sia stato oggetto di approfondimento in sede sindacale, avendo l'Amministrazione comunale richiesto ai dipendenti, per poter proporre la ricapitalizzazione, di sottoscrivere un nuovo contratto identificato nel CCNL multiservizi imprese industriali, più conveniente per la società, con aumento dell'orario di lavoro e riduzione del costo orario annuale. Ad oggi però il documento non é stato inviato ai Consiglieri comunali, unici soggetti deputati ad adottare decisioni circa il futuro della società FILS srl in liquidazione e così come indicato in una mozione a firma del sindaco".
Filipponi chiede che il piano industriale, "redatto dal professor Giuseppe Ferranti (per il cui intervento professionale sembra sia stato appostato nel bilancio sociale circa 25.000,00 euro) venga formalmente illustrato in Consiglio Comunale o, quanto meno, alla conferenza dei Capigruppo".
E' urgente il dibattito, in sede politico istituzionale, sia sul nuovo contratto che si intende imporre agli operai, sia sul nuovo assetto che si intende dare all'azienda, con la nomina di un direttore tecnico ( costo previsto € 80.000,00 annui) ma anche sui "risparmi" preventivati e sulla ipotizzata vendita dell'immobile di via IV Novembre, magari alla stessa conduttrice VUS spa, così i cittadini verrebbero a pagare, con le 'bollette", il bene, tre volte, ( I- acquisto da parte di ASM, azienda comunale, II -ristrutturazione, III- acquisto da parte di VUS)".
Insomma, Filipponi invoca più trasparenza. "I folignati hanno diritto di conoscere chi siano i soggetti effettivamente responsabili dello stato di decozione della società, totalmente partecipata dal comune di Foligno, e quale sia l'ammontare dei debiti ( complessivamente 5 milioni e seicentomila euro) che ricadranno sull'erario comunale".
Poi i veleni. "Le decisioni devono essere trasparenti e partecipate, adottate a beneficio della città e non, come al solito, a tutela di interessi particolari. La società é stata, da sempre, utilizzata come contenitore elettorale, le risorse elargite non sono state mai completamente destinate per servizi pubblici, ma per interventi, per lo più gratuiti, a favore di qualche privato".
"Tali comportamenti, noti a tutti in quanto ripetutamente e pubblicamente denunciati dagli stessi operai, sono troppo lontani nel tempo per essere perseguibili a norma di legge, ma non può essere più passato sotto silenzio, come normale,il grave decadimento della politica locale".
Quindi la richiesta di un dibattito sulle sorti della partecipata. "Si auspica che, per quanto riguarda le scelte sul futuro della FILS, siano oggetto di una seria, approfondita e pubblica disamina e non frutto di furbesche decisioni finalizzate esclusivamente ad esonerare da responsabilità i vertici aziendali e politici, addossando magari le 'colpe" sui dipendenti, rei di non aver accettato condizioni contrattuali peggiorative".
EMa la Giunta Mismetti - termina Filipponi - vuole veramente procedere ad un intervento di ricapitalizzazione per un ammontare di un milione e duecento mila euro, prevedendo poi, per il 2017, se va tutto bene ( compressa la vendita dell'immobile, la rottamazione delle cartelle esattoriali ecc...) un utile di 6.964,00 e, per il 2018, di circa 34 mila euro? Sembra il 'solito sistema' di giocare con i numeri portando in giro i contribuenti".
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