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Expo2015, la Quintana incanta Milano e gli spettatori fingono di avere le bacchette per imitare i tamburini

 

'Esperienza fantastica' -rivela Ilario Pellegrini, capotamburino del rione Morlupo

 

Ilario Pellegrini è uno di quelli che può dire: "Si, io c'ero quel giorno a Milano". Perché lui, folignate, classe 1989, è stato uno tra i pochi fortunati ad aver fatto parte del corteo della Quintana all'Expo di Milano, sfilando venerdì scorso lungo il decumano, fino all'albero della vita. "Un'emozione unica, quella di poter


portare alta la bandiera della propria città davanti al mondo intero, di quelle che ti capitano una volta nella vita" - spiega il giovane del Rione Morlupo - "un'esperienza fantastica, le persone ci guardavano affascinate". Capotamburino e consigliere del suo rione, dal 2006 Ilario ha iniziato a dedicare praticamente tutte le sue estati, da giugno a settembre, alla Giostra più famosa dell'Umbria, allenandosi quasi tutti i giorni insieme ai suoi compagni: "con gli anni sono riuscito a cogliere l'importanza del ruolo del tamburino nella manifestazione" -spiega Pellegrini- "noi siamo il cuore pulsante". Tanti sacrifici, tanta organizzazione, ma anche tanto orgoglio e fierezza, a sentire le parole del giovane folignate, che a Milano è arrivato a suonare insieme ad altri 50 tamburini come lui: "eravamo una cinquantina ed occupavamo metà del decumano, ci avranno sentito fino a Bergamo" -racconta- "eravamo nell'aria, nelle vibrazioni che arrivavano alla gente". E alla gente qualcosa è arrivato davvero, se mentre si esibivano, come rivela Ilario, le persone hanno imitato il gesto delle bacchette sui tamburini: "come tanti bambini felici che vedono una cosa per la prima volta" -sottolinea lui. Un banchetto barocco con 52 ospiti, 3 portate e 4 spettacoli, un corteo di 150 elementi, ma un'unica scena impressa nella mente, quella in cui il suono dei tamburini ha riempito l'aria e travolto tutti con il suo ritmo incalzante. Un momento importante quindi, non solo per chi, come Ilario, ha vissuto la trasferta milanese dal di dentro, ma anche per la città di Foligno tutta, visto che, come racconta il giovane tamburino: "Tutti i rioni hanno lavorato insieme per un unico obiettivo: presentare la nostra giostra. Questo è stato il filo conduttore della nostra avventura a Milano, e vedere tanti colori diversi tutti mossi dalla stessa identica passione è stata una cosa davvero meravigliosa".



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