politica

Crisi di maggioranza, Stancati: 'Della revoca del mio incarico l'ho saputo due giorni dopo. Ora voglio una spiegazione in un incontro pubblico'

 

L'ex assessore del Pd chiede a Mismetti un confronto. 'L'instabilita' politica lunga un anno e mezzo risolta con la revoca del mio incarico? Quindi era colpa mia? Il sindaco mi dica dove ho sbagliato'

 

Un fiume in piena e con tanti interrogativi a cui il sindaco dovrà dare spiegazioni. L'avvocato Silvia Stancati, ex assessore dopo che il primo cittadino Mismetti le ha revocato l'incarico per dare la sua poltrona a Cristina Grassilli (26enne professionista che orbita intorno all'area del Movimento per Foligno), ora vuole spiegazioni dal sindaco e le vuole in un incontro pubblico in cui lei, i suoi elettori, amici, e chiunque voglia capire bene che cosa sia accaduto, possa intervenire.


E anche se ha ribadito più volte durante una conferenza stampa che è serena, l'avvocato Stancati lancia una sorta di ultimatum al sindaco: "Faccia capire a me e a tutte le persone che non riescono a spiegare un gesto simile, il motivo per cui ha revocato il mio incarico. Oltre ai miei elettori, ci sono imprenditori non solo folignati e Umbri, associazioni, enti, cittadini".

Insomma, Silvia Stancati è serena e determinata, ma anche amareggiata dal comportamento del sindaco.  Intanto perché ha saputo della revoca del suo incarico dai giornali e dalle telefonate: "Il decreto è stato firmato dal sindaco il 22 ottobre, nella stessa data ha inviato un comunicato e a me è stato notificato solo il lunedì 24 ottobre. Ho saputo della novità dalle telefonate che mi arrivavano visto che stavo, dal sabato, ad un importante convegno in altra regione. Non mi fosse arrivata una telefonata da parte del sindaco. Era necessario fare comunicazioni il sabato quando sapeva che non ero a Foligno. Non poteva aspettare il lunedì? Siamo stati fermi per un anno e mezzo, aspettare due giorni non si poteva? Mai il sindaco mi ha parlato di questa eventualità, anzi al contrario. Tempo fa in piena crisi quando i giornali parlavano di questo, mi ha chiamato e spiegato che non c'era nulla di vero, che non c'era il mio nome e che se volevo potevamo smentire. Questo è stato l'unico incontro".

E poi quelle affermazioni sul decreto di revoca. "Il sindaco scrive che per risolvere l'instabilità revoca il mio incarico. Un anno e mezzo di crisi di maggioranza che ha paralizzato l'attività amministrativa e tutto il problema si risolve con la revoca del mio incarico? Quindi sono io la causa dell'instabilità? Voglio quindi capire cosa abbia fatto per causare tutta questa instabilità, dove ho sbagliato. Questo lo deve a me e alla città, ai miei elettori, ai miei amici e alla mia famiglia".

Insomma un metodo quello utilizzato da Mismetti che, di certo, non è andato giù alla Stancati che ora vuole un incontro pubblico in cui il sindaco chiarisca e illustri la motivazione.
"Altrimenti avrà una processione di persone nel suo ufficio che vorranno avere le spiegazioni della revoca. Io le pretendo, le voglio, sia dal punto di vista personale, umano e professionale, visto che ho intenzione di non mollare la politica".

"Io sono anche una madre che ha sottratto del tempo al figlio, per portare avanti il suo incarico. E' vero che nessuno mi ha obbligato, ma ora voglio spiegazioni anche per la mia famiglia. Voglio un incontro pubblico dove lui spieghi serenamente  la motivazione guardandoci negli occhi, dove avrò diritto di replica e dove, chi sarà presente, avrà la possibilità di poter domandare e avere risposte dal sindaco". Ed ancora.

"Io sono convinta che in questa sua scelta ci sia qualcosa di personale nei miei confronti. Sono stata sempre disponibile e quando il ‘mio' sindaco mi ha chiamato non mi sono mai tirata indietro".

Silvia Stancati continuerà il suo impegno in politica e resterà nel Pd, nel quale milita da otto anni, "questo è certo - ha detto - lo faccio a prescindere dall'incarico, perché voglio portare avanti le mie idee e quelle dei cittadini che mi seguono, degli elettori: quei 408 elettori che con il loro voto hanno fatto sì che sia stata la terza donna più votata".

E una frecciatina anche al segretario del Pd, Patrizia Epifani: "Poteva farmi una telefonata, magari da Patrizia a Silvia". Ora la palla passa al sindaco: una settimana di tempo per spiegare, in un incontro pubblico, "anche fatto nel suo ufficio, o nel mio basta che ci sia la possibilità di assistere e intervenire",  le motivazioni della revoca.


 



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