cronaca
Spigadoro, e' ricominciata la storia produttiva
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Spigadoro, e' ricominciata la storia produttiva
Il famoso pastificio conosciuto anche fuori d'Italia ha ricominciato a produrre ed ha una quarantina di dipendenti
Sembrava che, ormai, la Spigadoro fosse solo un ricordo. Un ricordo di un pastificio locale, di un marchio prestigioso che aveva chiuso i battenti per non riaprire più. Ed invece ecco che la storia interrotta è ripresa e dal 1 giugno è diventata realtà.
Il tutto è raccontato da la Gazzetta di Foligno che ha intervistato Pietro Ercolani, export manager dell'azienda che ha rilasciato un'intervista sulle colonne del settimanale. Ercolani racconta che "nel 2014 Giuseppe Modella proprietario di un mulino a Santa Maria Nuova di Jesi in Ancona ha rilevato il marchio e dopo un anno anche lo stabilimento - dice il manager a la Gazzetta di Foligno - Mi ha chiamato perché avevo lavorato dal 1990 al 2005 alla Spigadoro; sono rientrato il primo settembre 2014 ed è stato proprio un attimo per me accettare. Siamo ripartiti in pochissimo con persone che credevano profondamente nell'azienda e con grande voglia di fare. Abbiamo fortemente creduto in questo progetto. Per un anno la produzione è avvenuta esternamente presso un altro pastificio a cui fornivamo la semola del molino. A dicembre 2015 è stato riacquistato lo stabilimento e dal 1° giugno siamo rientrati in azienda".
Racconta che sono state riassorbite molte maestranze, altre nuove figure sono state assunte. "Oggi siamo 40 persone rispetto ai 50 che erano in precedenza - Tutte le persone valide sono state riassunte, abbiamo agito liberi dalle pressioni sindacali e politiche, basando la nostra scelta solo sulla qualità".
Il mercato di riferimento vede la vendita in 50 paesi dei 5 continenti, riprendendo l'80% dei clienti e acquistandone di nuovi, ed esportando negli Stati Uniti, in Messico, Repubblica Domenicana; in tutta l'Asia, Corea, Giappone, Panama, Venezuela, Malesia, Libia.
Ercolani lamenta poi, durante l'intervista de la Gazzetta,la mancanza di aiuto da parte della città di Foligno ma l'azienda sta andando avanti da sola e le vendite parlano. "Non abbiamo rapporti con le Istituzioni e la politica locale - dice nell'intervista - stiamo camminando con le nostre gambe".
"Oggi all'estero - spiega Ercolani - la Spigadoro è un nome di prestigio con la stessa gamma di produzione di un tempo (trafilati al bronzo, senza glutine, biologici), stessa confezione ed immagine che i clienti ci hanno chiesto di non cambiare e che ci sta garantendo le vendite. Stiamo portando il nome di Foligno e dell'Umbria nel mondo, partecipiamo alle fiere alimentari internazionali. Da poco eravamo a Seul Food 2016 per una fiera con produttori umbri".
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