politica

Fils, Filipponi: 'Subito la revoca del Cda e dei revisori dei conti'

 

La consigliera di Impegno Civile ha presentato una mozione urgente: 'Nominare un professionista che sia in grado di prendere provvedimenti per la partecipata'

 

Ancora bufera sulla Fils. Stefania Filipponi ha presentato una mozione urgente con la quale chiede la revoca delle nomine del Cda e del collegio dei revisori.


"Le vicende della FILS srl - già FILS spa- susseguitesi negli ultimi anni, soprattutto a partire dal 2008, dimostrano che l'attuale situazione economico finanziaria e patrimoniale è il frutto di errate scelte politiche che si sono susseguite nel tempo, senza interruzioni di continuità, e di palese incapacità amministrativa/gestionale".
"Per tale motivo Impegno Civile, in attesa di valutare il bilancio 2015 ( che per esplicita ammissione del Presidente registra pesanti perdite) con una mozione urgente chiede la revoca del Cda e del collegio dei revisori dei conti e la nomina di professionalità in grado di verificare la reale situazione di predissesto dell'azienda ma anche di adottare gli opportuni provvedimenti a tutela degli interessi pubblici. Continuare a chiedere un nuovo Piano Industriale agli stessi soggetti che dal 2009, non solo non hanno risanato la società ma, se possibile, ne hanno addirittura peggiorato le condizioni, significa prendere in giro i cittadini, che dovranno pagare i debiti e sanare le perdite causate da amministratori incapaci, nominati solo in virtù di rapporti amicali e di partito".

"Impegno Civile ricorda che già da settembre 2014, paventando l'aggravarsi della situazione economica- finanziaria della partecipata, aveva presentato una mozione (respinta dalla maggioranza) chiedendo al sindaco di promuovere, quale socio, l'azione di responsabilità nei confronti di tutti gli amministratori della FILS srl, già spa. e degli amministratori del socio pubblico (Comune di Foligno) che, che omettendo gli obbligatori controlli, hanno causato lo stato di insolvenza della società, con conseguente danno per l'erario comunale. Nel maggio 2015 è stato anche presentato un esposto alla Corte dei Conti. Vanno accertate le singole responsabilità, perché la situazione di disseto della partecipata deve essere posta a carico di chi l'ha causata, anche con scelte miopi e clientelari, e non deve ricadere sui cittadini".

 



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