società

Centro storico e vivibilita', ecco la ricetta di Legambiente

 

Appello all'assessore Belmonte: 'Necessari varchi fuori le mura, parcheggi interni misti ad aree verdi per i residenti, aree di sosta che fungano da 'terminal''

 

Varchi fuori dalle mura storiche, parcheggi interni misti ad aree verdi a beneficio solo dei residenti, recupero degli antichi orti e costruzione di parcheggi che fungano da terminal. Sono questi i punti per una mobilità sostenibile a cui ispiranrsi che propone Legambiente di Foligno.


E' il presidente Gianfranco Anzideo che, prendendo spunto dagli incontri  con l'Agenda urbana", vuole sottolineare alcune questioni, da anni sul tappeto, e per le quali l'associazione ambientalista si è sempre battuta. Vediamo nel dettaglio il documento di Legambiente.

Commenrcianti e mobilità. Dire che "non sarà l'Amministrazione a far morire i commercianti" (come affermato dall'assessore Belmonte durante la riunione del 16 feb. U.s. ), è un'affermazione assai azzardata. La mancanza di scelte coraggiose in grado di guardare ad un futuro sostenibile sarà la causa del declino non solo dei commercianti, quanto di tutti coloro che nella città ci vivono e ci lavorano. Così possiamo affermare che sembra di trovarci davanti al nuovo che fa del vecchio il nuovo già ampiamente superato. 

Premessa e critiche al modello attuale. Lo scorso 16 febbraio durante la riunione tematica "Mobilità sostenibile Forse l'assessore non si è reso conto che nel fornire questa ulteriore apertura ai commercianti, di fatto demolisce alla base tutte le possibilità residue di attuare un modello di mobilità sostenibile, seppure minimale, nel centro storico. Allo stesso modo probabilmente sfugge che nel parlare di tali argomenti si discute anche di salute dei cittadini, e sembra emblematica l'assenza al tavolo del Servizio Ambiente, di Arpa e della Asl.
Parcheggi, mobilità e traffico, tutela della salute, inquinamento acustico costituiscono argomenti strettamente legati tra loro, il cui ordine di priorità con cui si affrontano porta a risultati molto diversi, non godendo della proprietà commutativa. Infatti, continuare a pensare ad aumentare posti auto nel centro, enunciando al contempo principi più o meno condivisibili di mobilità sostenibile, non porta certamente ad un miglioramento della qualità della vita che, invece, continua inesorabilmente a peggiorare anche a causa di tutti quegli effetti diretti e indiretti che il traffico porta con se, non ultimo l'inquinamento acustico.
Legambiente da anni sta cercando di far transitare l'idea che nel centro non devono andarci le macchine, ma le persone.

Basta ai parcheggi dentro le mura. Continuare a pensare ed attuare parcheggi entro le mura del centro storico smentisce con i fatti tutti coloro (anche appartenenti dell'Amministrazione) che declamano una riqualificazione pedonale del centro. Segnali in tale senso ce ne sono molti. Basti pensare ai nuovi parcheggi nel centro storico e lungo le sue strade di scorrimento interno, fino al punto di non ripiantumare gli alberi da qualche tempo abbattuti  vedi via Oberdan tratto in corrispondenza Unitre fino a P.ta S. Felicianetto) a beneficio di qualche posto auto in più, lungo la stessa via. Andando avanti ci spostiamo all'area di via Pascoli (ex vivaio Cerbini, nei pressi degli Orti Orfini), dove si rasenta l'assurdo e cioè, invece di riguadagnare spazi verdi entro le mura, con tutti i conseguenti benefici ambientali e climatologici, è stato fatto un parcheggio per le auto a pagamento, non per i residenti ma bensì per tutti coloro che anche da fuori vengono nella nostra città. A peggiorare tale scelta si è pensato di creare proprio in prossimità del parcheggio uno dei cinque varchi per entrare nel centro storico con le auto, in totale in controtendenza a quanto viene fatto in alcune città italiane più moderne e avvedute dove in alcune piazze è stata tolta la pavimentazione per ricreare spazi verdi a beneficio del microclima della città e quindi della vivibilità".

Area vecchio ospedale. "Altro esempio poco coerente con l'esigenza di garantire la vivibilità della città è l'operazione fatta nell'area del vecchio ospedale, dove invece di riprendersi gli spazi e destinarli a verde e ad usi realmente condivisi, sono stati abbattuti gli edifici degli anni '50 per poi ricostruirne di nuovi". 

L'azione di Legambiente nel corso degli anni sul tema della mobilità. "Crediamo sia opportuno ripercorre i punti fondamentali della nostra storia cittadina, non per esigenze auto celebrative ma per ricordare criticità e proposte che, nonostante gli anni trascorsi, sono ancora attuali.
Negli anni '90 Legambiente esponeva in certe zone della città dei lenzuoli (banner) per evidenziare la presenza di smog. Questi captavano le polveri sottili disperse in aria e che poi venivano confrontati con appositi Radielli colorometrici per definire le quantità delle polveri trattenute dai lenzuoli stessi.
Dalle foto sotto si vedono tali banner esposti nel Palazzo Comunale grazie alla sensibilità del sindaco Marini in carica in quel periodo.
Negli anni successivi le proteste da parte di Legambiente e di altri ambientalisti per l'inquinamento provocato dal traffico veicolare non si sono mai placate; si chiedeva almeno l'istituzione delle "domeniche senza auto", poco efficaci nella soluzione del problema, ma significative in termini di comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini verso un uso contenuto dell'auto privata e un sistema pubblico di mobilità efficiente ed utilizzato..

Il referendum e la "beffa". Dopo una continua azione di "lotta" durata ancora diversi anni, solo nel 2001 siamo riusciti ad ottenere l'indizione di un Referendum per la chiusura ( intelligente ) del Centro Storico della città, di cui Legambiente fin da subito ha fatto parte del comitato referendario.
La strada che portò al referendum, tuttavia, non fu certo agevole. Il 4 dicembre del 2000 la Giunta Comunale, rappresentata dall'allora vice sindaco Vincenzo Riommi, organizzò un incontro con il comitato referendario al quale venne proposto: "vediamoci e buttiamo giù un documento politico amministrativo, con programmi e date certe in materia di riqualificazione del centro storico, (vedi anche fonte corriere dell'Umbria 5 dic. 2000) ". Non fummo mai convocati, nonostante il sollecito formale a mezzo lettera.
Ma l'amministrazione ci rispose che avrebbe portato avanti il referendum al di là del suo costo (conoscendo ,ovviamente,la scarsità di votanti per le europee precedenti).Il Referendum abbinato alle elezioni europee non raggiunse il quorum anche se aveva superato di ben 7 punti in % rispetto al quorum delle europee (35% eu- 42% referendum).
Da allora l'attenzione di Legambiente nei confronti delle problematiche legate alla mobilità, alla qualità della vita e all'inquinamento non è certo scemata, lo dimostrano i numerosi interventi sulla stampa A sorpresa arriva la proposta della Confcommercio
Durante i vari incontri per i forum per il centro storico organizzati dall'Amministrazione nel 2006, Legambiente pose al centro della discussione, tra le altre cose, un documento che raccoglieva i risultati di uno studio commissionato Confocommercio dal titolo  'Costruire un territorio attraente' (Confcommercio, CCIAA, Comune di Foligno - 2002) da cui emergono con chiarezza i segni di immobilismo da parte dell'Amministrazione Comunale e delle Associazioni di Categoria che dovrebbero fare Tutti insieme il mea culpa.

Centro storico senza auto. "E' impensabile che ci siano evoluzioni positive per il centro storico se non si pensa ad una giusta e razionale organizzazione della viabilità che liberi il centro dall'intenso traffico e lo renda più praticabile più accessibile e quindi più fruibile. Attualmente infatti, il centro storico di Foligno, è assediato da un traffico quotidiano che lo rende in molti casi impraticabile se non impenetrabile ............" Le nostre proposte [...] potranno esplicare il loro benefico effetto sulla qualità dell'aria e, quindi, della vita, solo ponendo come obiettivo di medio termine quello della definitiva e totale chiusura del centro storico....... Questa scelta dovrà essere attuata perchè la maturità dei cittadini è ormai tale da essere diventata una necessità. Si tratta di azioni davvero poco onerose che un'amministrazione attenta all'ambiente e agli impegni verso i cittadini, dovrebbe attuare in modo da evitare di ricorrere a misure di emergenza che, oltre a lasciare una striscia di polemiche praticamente indelebile, non risolve efficacemente il problema".

E' evidente che l'interesse ad una città realmente vivibile, a misura d'uomo e libera dalle auto, a prescindere dalle enunciazioni di circostanza, rappresenta un obiettivo caratterizzato da andamenti ondivaghi e contraddittori da parte delle Amministrazioni pubbliche e, purtroppo, anche da alcune associazioni categoria.
Quanto sopra ha proprio dell'incredibile, per avere riscontro di quanto detto andare su:http://www.legambientefoligno.it/lauto-o-luomo-per-una-mobilita-sostenibile-della-nostra-citta/ , dove alcuni punti possono leggermente essere superati ma forse meglio individuati in Agenda Urbana 2016-2020 "mobilità sostenibile"

Vetrine "Antismog"A dimostrazione del fatto che spesso i cittadini sono molto più "avanti" di chi li rappresenta, basta ricordare che nel 2008 Legambiente nazionale ha indetto una iniziativa assai curiosa ma molto significativa: "Vetrine Antismog".
Consisteva di mettere delle mascherine ai manichini dei negozi delle mascherine antipolvere per far capire che la città è decisamente più vivibile senza lo smog causato dalle auto.
La cosa curiosa: i negozi che hanno aderito all'iniziativa sono stai quelli della zona ZTL, mentre nelle zone aperte alle automobili i titolari degli esercizi ci hanno assolutamente ignorato, se non risposto con pieno dissenso. A questo punto bisognerebbe aprire il traffico per esempio in Corso Cavour? Provateci se avete il coraggio. Queste sono le contraddizioni create da chi non ha mai avuto il coraggio di programmare una città sana e vivibile, dando solo ragione a chi strillava di più per tutelare esclusivamente i propri interessi.


 



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