società

Bufera sanita', Barberini: 'Chi amministra il profilo Facebook della Regione Umbria?'

 

L'ex assessore chiede una verifica e denuncia uno 'sconcertante episodio di denigrazione delle opinioni dei cittadini'

 


Il consigliere regionale Luca Barberini (Pd) chiede di verificare chi amministri il profilo Facebook 'Regione Umbria', ciò in seguito  di commenti, ora rimossi, nei quali l'amministratore della pagina
avrebbe attaccato lo stesso Barberini, "facendo ricostruzioni parziali dei fatti". Barberini auspica "un'indagine interna, coinvolgendo anche le autorità competenti in materia" e "il ripristino "del corretto
utilizzo di questi strumenti di comunicazione".


Insomma non si placano le polemiche e i veleni in Regione dopo le nomine in Sanità da parte della presidente Marini, che hanno provocato un terremoto nella giunta regionale con l'assessore alla Sanità Barberini che ha rassegnato le dimissioni. Polemiche e veleni a colpi di comunicati stampa e dichiarazioni fra i due ineressati e i partiti doi opposizione. Nonostante l'appello del segretario regionale del Pd, Giacomo Leonelli, a calmare i toni e mettersi intorno ad un tavolo ecco che Barberini va all'attacco.

"Chi amministra il presunto profilo Facebook ufficiale della Regione Umbria? E soprattutto: come può egli fare valutazioni politiche e denigrare cittadini che si permettono di difendere persona e operato di un esponente politico? Forse è il caso di fare una verifica a tutela dell'immagine e della credibilità delle istituzioni umbree d ella libertà di espressione dei cittadini". Lo afferma il consiglierere gionale del Partito democratico Luca Barberini, riferendosi "a un commento comparso ieri sera su Facebook, a nome del profilo 'Regione Umbria',relativamente alla vicenda delle sue da assessore regionale.

"Mi ero ripromesso - spiega Barberini - di mantenere, per alcuni giorni, il silenzio sulla vicenda delle mie dimissioni e sulle loro motivazioni, ma quanto ho visto nella giornata di ieri mi ha lasciato basito, perplesso e preoccupato e non posso far finta di nulla. Mi riferisco, in particolare, a  un post diffuso a nome della presunta pagina Facebook ufficiale della Regione Umbria, definita 'organizzazione governativa' e seguita da oltre 15mila persone, in risposta alla riflessione di un cittadino che commentaval'intervista rilasciata dalla presidente Catiuscia Marini a Pasquale Punzi,relativamente alle nomine dei direttori generali".

Luca Barberini ricostruisce così quanto avvenuto sul social network. "Neldiba ttito che ha coinvolto vari utenti un cittadino ha affermato: 'La racconti lei giusta signor .... comunque lo sanno anche le pietre che l'innovatore voleva portare a casa due bei soldatini per curare le vostre clientele e il giochino non gli è riuscito... E mo' rosica....'. Un altro utente ha replicato: 'Non la conosco sig... ma ugualmente le consiglio di non mettere in dubbio l'onestà e la correttezza morale di Luca Barberini. Prima di farlo cerchi di conoscere le persone e ... Non esprima giudizi tanto perfarlo'. Pr ontissima è stata la risposta del presunto profilo ufficiale della Regione Umbria: 'Signor .... nemmeno io la conosco, ma a parte il
folclore del mio dire, la sostanza della mia affermazione sta scritta su tutti i giornali ... dunque non ho espresso alcun giudizio, ma ho semplicemente riproposto una verità che conoscono anche le pietre, salvo forse lei signor..'. "A quale verità - si chiede Barberini - si riferisce la 'Regione Umbria'? Esiste una verità assoluta di cui è depositaria? E perché parla in prima persona? E ancora: perché utilizza
parole simili ('lo sanno anche le pietre') all'utente che aveva attaccato il mio operato?"

"È davvero sorprendente - continua Barberini - che un ente pubblico parli in prima persona, che si permetta di replicare usando certi toni e di attaccare l'operato di un consigliere regionale, già assessore, dunque un uomo delle istituzioni, facendo ricostruzioni parziali dei fatti. Di folcklore, per dirlo con la 'Regione Umbria', non c'è niente: qui c'è solo da capire come possano accadere cose del genere. C'è un hacker dietro? Allora va subito fatta un'indagine interna, coinvolgendo anche le autorità
competenti in materia e va ripristinato il corretto utilizzo di questi strumenti di comunicazione oggi molto importanti. Oppure c'è qualcuno che utilizza impropriamente simboli o peggio ancora strumenti istituzionali per denigrare le persone e fare attività politica? Vanno avviati immediatamente
- conclude - accertamenti, anche interni, sperando che non si tratti dell'ultima ipotesi perché ci farebbe tornare indietro di oltreq uarant'anni e riscoprire regimi, anche di diverso colore politico, che non permettevano libertà di espressione e di iniziativa politica. Inutile andarea c ercare il post in questione: nel corso della notte è stato rimosso, ma le tracce restano..."

 


 



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