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Terremoto in Regione, Barberini presenta le sue dimissioni
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Terremoto in Regione, Barberini presenta le sue dimissioni
Dopo le nomine in Sanità che la presidente Marini ha presentato, lo strappo diventa insanabile
Se ne parlava già da ieri, ma ancora mancava l'ufficialità che è arrivata questa mattina, 17 febbraio: dopo le nomine dei nuvi direttori generali (nuove si fa per dire, visto che sono anni che ruotano intorno a questo comparto), ecco che l'assessore regionale alla Sanità, Luca Barberini, ha presentato le sue dimissioni. Uno strappo troppo grosso per essere ricucito.
Su Facebook, Luca Barberini spiega tutto: "Poco fa - ha scritto - ho firmato la lettera delle dimissioni da assessore regionale a sanità, coesione sociale e welfare, con effetto immediato. In questi mesi di legislatura c'è stato, da parte mia, un impegno totale e assiduo, in un confronto costante con le persone e i territori in settori delicati e strategici come il sociale e la sanità, che toccano direttamente la vita di tutti i cittadini. Ho incontrato tanta passione, tante risorse e tante persone con la voglia di costruire tutti insieme qualcosa di diverso che ponesse fine alle vecchie abitudini e portasse l'Umbria sulla strada del cambiamento, con una nuova politica, nuovi strumenti, nuovi principi, etica e valori. Purtroppo non è stata interpretata la necessità di cambiare per migliorare la cose. Non può essere considerato un cambiamento, ad esempio, la volontà di trasferire una persona (della quale non metto in dubbio le qualità), che dagli anni Novanta esercita funzioni apicali nel complesso mondo della sanità, al governo e all'indirizzo di tutto, sopra gli stessi direttori generali assegnandogli la funzione di direttore regionale dell'intera area della sanità, del welfare e di tutto il personale. Non penso avere bisogno di cani da guardia. E' venuto meno un rapporto di reciproca fiducia e lealtà all'interno della Giunta. Non si possono fare scelte così importanti, come quelle dei direttori generali, senza ascoltare l'assessore delegato in materia sulle esigenze espresse dalla comunità: ricadono troppo direttamente sulla vita dei cittadini.Su sanità e sociale non possiamo più vivere di ricordi e risultati conseguiti nel passato, serve un cambio di passo. Ritengo che le prese di posizioni arroganti, sia nella politica che nella vita, non paghino. La battaglia per il cambiamento e l'innovazione, la spinta propulsiva che ho cercato di portare interpretando la voce e i bisogni della comunità umbra, proseguiranno in altri ruoli con rinnovato vigore. Vedremo in Consiglio regionale chi avrà davvero voglia di reggere le importanti sfide che avremo davanti nei prossimi mesi. Continuerò a garantire il mio impegno a servizio degli umbri. In un mondo dove tutti si distinguono per restare sempre incollati alla "poltrona", con questa mia decisione voglio anche dimostrare che questa non è tutto e che gli interessi generali della comunità, i principi e gli ideali vengono prima di tutto il resto".
Questi i nuovi direttori generali delle aziende ospedaliere e sanitarie umbre: l'Azienda Ospedaliera di Perugia Santa Maria della Misericordia va ad Emilio Duca; l'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni va a Maurizio Dal Maso; l'Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria, viene affidata a Andrea Casciari (ex Azienda ospedaliera di Terni) e l'Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria va ad Imolo Fiaschini. Oltre alla nomina di Walter Orlandi come direttor regionale della Salute.
"Prendiamo atto della forzatura che si sta consumando in merito alle nomine dei direttori della sanità regionale e riteniamo che la direzione in cui si sta andando non è certo improntata al rinnovamento auspicato e richiesto dai nostri elettori". Così i consiglieri regionali del Pd, la presidente del consiglio comunale, Donatella Porzi, Luca Barberini, Andrea Smacchi, Marco Vinicio Guasticchi ed Eros Brega erano intervenuti ieri in merito al dibattito aperto sulle nomine della sanità. Sotto accusa il "metodo" delle nomine che, secondo i quattro esponenti "avrebbe dovuto essere quello di una maggiore condivisione, in grado di portare a delle scelte che rispondano a quell'esigenza di rinnovamento e discontinuità richiesta dalle aspettative e dalle necessità dei cittadini". Quindi, non una questione di nomi, ma "ponendo l'attenzione sull'approccio ad un settore che tocca da vicino i bisogni dei cittadini. Gli umbri infatti non sono interessati a queste beghe ma vogliono che i rappresentanti eletti costruiscano un modello di sanità in grado di rispondere ai loro bisogni".
E proprio la nomina di Walter Orlandi che è al centro della discussione."Nomina decisa dalla giunta regionale in nottata avevano ribadito- nonostante l'assenza dell'assessore alla Sanità. Questo nome pur riconoscendo le sue qualità, non corrisponde certo all'auspicato rinnovamento e alla discontinuità necessaria".
E dopo le dimissioni ecco che si sono scatenati i vari commenti politici.
"Le dimissioni dell'assessore Luca Barberini, uomo di punta del Pd, dimostrano ancora una volta le lacerazioni e le forti divisioni presenti all'interno del partito di maggioranza assoluta - dice Marco Squarta (FdI) - una maggioranza partita malissimo fin dall'inizio, che ha vinto le elezioni grazie ad una legge elettorale cucita su misura. Con divisioni interne risultate evidenti già in questi primi mesi di legislatura, con frequenti sospensioni del lavori d'aula proprio a causa delle divergenze interne alla maggioranza. Un assetto politico precario, su cui piovono anche le critiche di illustri esponenti nazionali del Partito Democratico. Tutti elementi - conclude Squarta - che certificano la fine della maggioranza e l'assenza dei numeri per portare a termine la legislatura".
Il capogruppo di Forza Italia in Regione, Raffaele Nevi dice: «Apprezzo la coerenza dell'ex assessore alla sanità Barberini che, per una volta, ha dato un segnale forte dimettendosi e denunciando le pratiche spartitorie di chi governa la Regione con la sola volontà di occupare il potere con uomini che da sempre assicurano un collegamento tra partito e istituzioni. È la dimostrazione che in Umbria c'è spazio solo per un governo di sinistra verso cui gli ex democristiani hanno troppe volte chinato il capo. La speranza è che adesso finalmente se ne siano resi conto e che si ponga fine a questo scempio, ad un governo Marini delegittimato e si ridia voce al popolo». Un «invito a riconsiderare il proprio atto, ritirando quindi le dimissioni per riprendere quell'azione positiva per l'Umbria che ha condotto fino ad oggi nella guida di un importante e difficile assessorato come quello della sanità e del welfare",
Il capogruppo regionale del Partito democratico, Gianfranco Chiacchieroni si dice "dispiaciuto" per la scelta di Barberini" e "determinato a lavorare affinché si possa tornare ad un rapporto di piena fiducia e collaborazione all'interno della giunta regionale, superando le incomprensioni emerse nella vicenda delle nomine dei direttori della sanità".
Il segretario regionale del Pd, Giacomo Leonelli, spiega che "le dimissioni dell'assessore Luca Barberini ci hanno lasciato molto amareggiati. Gli avvenimenti di queste ultime convulse ore, se da un lato hanno visto la presidente Marini esercitare le prerogative che la sua posizione istituzionale le assegnava, dall'altro testimoniano una serie di fibrillazioni interne al Pd e alla sua componente di giunta che, sarebbe inutile nasconderlo, non rappresentano affatto una pagina straordinaria della vita politica e istituzionale della nostra regione. Auspico fin da ora che la vicenda si possa ricomporre e mi prodigherò in tal senso, nella ricerca di una ritrovata unità del partito, anche e soprattutto nell'interesse del governo dell'Umbria e dei suoi elettori: quelli che nello scorso maggio ci hanno investito della responsabilità di guidare l'Umbria in una fase così delicata per la sua storia, infatti, possono comprendere delle differenze di opinioni all'interno del Partito democratico, e anche le diverse strategie sugli obiettivi da raggiungere, ma non capiscono e contestano divisioni basate su personalismi ed equilibri interni".
"Sono dispiaciuta e rammaricata della decisione di Luca Barberini di lasciare l'incarico di assessore alla sanità": lo afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in seguito alle dimissioni rassegnate dall'assessore alla Salute, Coesione sociale e Welfare.
"Ho letto dalla sua breve nota che la decisione è maturata per il venir meno del rapporto di fiducia con la sottoscritta - dice la presidente - Ritengo tuttavia che la ricostruzione fatta da Luca Barberini, aldilà della lettera di dimissioni, sulla modalità dei criteri adottati per la definizione degli incarichi dei direttori generali delle Aziende ospedaliere e sanitarie non corrisponda alla verità del confronto di merito che si è tenuto all'interno della Giunta regionale nella sua collegialità".
"La volontà di salvaguardare l'autonomia della Giunta regionale da ogni pressione o ingerenza esterna nelle scelte dei direttori, i cui profili professionali fossero corrispondenti agli interessi generali dei cittadini e della sanità regionale - aggiunge la presidente - è stata condivisa da tutti i membri della Giunta che si sono voluti ispirare esclusivamente a criteri di merito e competenza dei nuovi direttori e anche di un rinnovamento basato sulle loro capacità professionali e tecniche. Spero che con più calma, sarà possibile, anche insieme a Luca Barberini, avviare un confronto sereno per ricostruire in maniera corretta le posizioni di ciascuno. Anche per questo nei prossimi giorni - annuncia la presidente concludendo - ci sarà da parte mia, anche pubblicamente, un'occasione per rendere noto a tutti le modalità e i criteri adottati dalla Giunta regionale per far sì che il rinnovamento ai vertici del servizio sanitario regionale non fosse solo evocato a parole, ma praticato nei fatti.
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