cronaca

Prelievi con carta rubata: riconosciuto da un ispettore, viene fermato insieme ad un connazionale e finiscono in carcere per timore di fuga

 

La carta rubata in un'abitazione a Montefalco. L'albanese riconosciuto grazie alle telecamere dell'ufficio: scatta il fermo anche per l'altro albanese trovato con un cellulare risultato rubato a Bevagna

 

Utilizza una carta libretto rubata per fare dei prelievi, viene filmato dalle telecamere e poi riconosciuto da un ispettore di polizia della procura di Spoleto che segue l'albanese (conosciuto per reati al patrimonio), avverte gli agenti del Commissariato che lo fermano mentre è in auto con un altro connazionale (anche lui  con precedenti specifici), in possesso di un cellulare rubato: i due vengono così arrestati e condotti alla casa circondariale di Spoleto, per paura di fuga visto che sono irregolari sul territorio italiano, con l'accusa di ricettazione e uso indebito di carta di credito rubata.


Il fermo giudiziario per i due albanesi (di 30 e 40 anni è) è avvenuto il 30 luglio scorso da parte del personale del commissariato di Foligno, della sezione di polizia giudiziaria e dell'aliquota di Polizia di Stato della Procura di Spoleto.

Tutto inizia da un furto avvenuto il 10 luglio a Montefalco all'interno di una abitazione dove a sparire sono stati 1300 euro in contanti e, appunto, la carta libretto.

Qualche qualche giorno il derubato si accorge di prelievi sulla carta avvenuti in un ufficio postale della zona. Vengono esaminati i nastri di videosorveglianza e, quindi, viene fotografato il soggetto che stava effettuando indebitamente il prelievo.

Il 30 luglio un ispettore di polizia della Procura di Spoleto, causalmente, nota il soggetto fotografato dalle telecamere a bordo di una Opel Zafira, lo segue e quindi, avverte la Volante del Commissariato di Foligno.

Gli agenti fermano l'auto con a bordo i due soggetti: il 40enne "fotografato" dalle telecamere dell'ufficio postale dovrà rispondere di utilizzo indebiti di carta rubata mentre l'altro connazionale viene accusato di ricettazione in quando aveva un cellulare risultato rubato qualche giorno prima a Bevagna.

I due per i gravi indizi di colpevolezza e per pericolo di fuga sono stati associati alla casa di reclusione di Spoleto a disposizione dell'autorità giudiziaria.


 



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