cronaca

Campo rom, scatta la demolizione per le strutture abusive

 

Dopo l'incontro con il prefetto, si avvia l'ultimo atto del lungo iter. Intanto, gli stessi rom hanno iniziato a demolire alcune baracche.

 

Per le costruzioni abusive, realizzate dalle famiglie rom all'interno del terreno di loro proprietà, è scattata l'ora "X": arriveranno le ruspe.  Si avvicina quindi, la data dell'ultimo step del percorso avviato dal Comune. Ieri il sindaco Nando Mismetti e l'assessore ai servizi sociali Maura Franquillo hanno incontrato il Prefetto di Perugia e il Comitato di Sicurezza.


"Il Prefetto ha preso atto di quello che è stato fatto in questi giorni- ha detto Mismetti - ed ora si potrà attivare il coordinamento tecnico dei diversi uffici comunali con la Prefettura per predisporre la demolizione delle costruzioni rimaste, quelle in muratura. In questi giorni, infatti, le famiglie rom hanno provveduto a demolire alcune baracche, così come avevano promesso ieri l'altro. Appena saremo pronti, si procederà a questo ultimo atto dell'iter".

Insomma, fra pochi giorni si metterà la parola fine su questa lunga e travagliata vicenda. "Abbiamo esposto tutto l'iter - ha commentato l'assessore Franquillo - il Prefetto ha acquisito le ultime novità comprensive del rifiuto delle famiglie di accettare la soluzione che avevamo proposto e cioè di trasferirsi in due appartamenti a Colfiorito e Annifo. Abbiamo già individuato le ditte che dovranno effettuare la demolizione: noi siamo pronti".

Quindi, si parla di dettagli tecnici: la strada è tracciata. "Noi abbiamo fatto tutto quello che era possibile - ha continuato l'assessore - Abbiamo cercato di ricollocare negli alloggi, che avevamo disponibili, le famiglie. Tre di loro, moglie marito e un bambino, che avevano fatto tra l'altro in precedenza la domanda per la casa popolare, hanno accettato la sistemazione da noi offerta. Gli altri hanno rifiutato".
Ora, come aveva annunciato Marcello Zuinisi - rappresentante dell'associazione nazione Rom- all'incontro avvenuto negli uffici dei servizi sociali del Comune - anche gli altri componenti delle famiglie dei Sinti, appena uscirà il bando, presenteranno domanda per ottenere una casa popolare.

Un iter lungo quello avviato per la demolizione dei manufatti abusivi sorti sul terreno di proprietà delle famiglie rom.

Gli uffici comunali, dopo il consiglio comunale di aprile dello scorso anno che aveva deciso di procedere con le demolizioni da una parte e rilevazioni più puntuali dall'altra, hanno provveduto ad istruire tutto il percorso, con un iter burocratico lungo, ma che ora è arrivato al capolinea. Infatti, baracche e fabbricati che sono sorti sulle due aree, dopo che i responsabili di tali abusi non avevano ottemperato alle demolizioni, sono passati di proprietà comunale. Il Comune, ha deciso di demolire gli stessi (poteva anche decidere, ma non è stato questo il caso, di non smantellare le strutture e, magari, utilizzarle per altri scopi).

 


 



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