cronaca

Il maestro si difende: 'Una sperimentazione didattica che voleva suscitare una provocazione'

 

Mauro Bocci interviene a 'Porta a Porta' e spiega i motivi che lo hanno indotto a comportarsi in quel modo con l'alunno di colore facendolo girare e dicendo: 'Sei troppo brutto'

 

"Si è trattato di una sperimentazione didattica che io puntualmente ho annunciato ai ragazzi. Ho detto loro possiamo fare una cosa di questo tipo e loro hanno detto ‘proviamo'. Sono stati avvisati perché parlavamo della Shoah, dell'integrazione e, quindi l'idea era di suscitare una provocazione". Queste le parole contenute in una telefonata che il maestro, Mauro Bocci, ha effettuato durante il programma Porta a Porta dedicato alla vicenda che lo ha visto costringere un bambino di colore a voltarsi verso la finestra, dicendogli davanti a tutta la classe: "Sei troppo brutto per essere guardato in viso". Episodio per il quale il maestro e' stato sospeso in via cautelativa beccando anche una denuncia da parte dei genitori del bambino di colore-


"Ma che brutto che è questo bambino nero - avrebbe detto il maestro - Bambini, non trovate anche voi che sia proprio brutto? Girati, così non ti devo guardare". Il maestro, hanno raccontato i bambini, sarebbe andato verso la finestra, avrebbe disegnato un segno sui vetri e costretto il bambino di colore, con le spalle girate alla cattedra, a guardare verso questo segno.

Il maestro si è giustificato, anche con la dirigente quando ha effettuato la prima audizione, che il tutto rientrava in una sorta di esperimento sociale: mostrare, cioè, ai bambini come possa far male un comportamento dallo sfondo razzista. Giustificazione che non solo non ha convinto i genitori, ma che li ha fatti infuriare ancora di più spingendoli a contattare un legale per presentare una denuncia.

 

 


 



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