Spunta un terzo campo rom, polemica in Consiglio

 
 
 
 
 
 

Stefania Filipponi di Impegno Civile sbotta. 'E' una presa in giro. Sono quattro anni che si parla di demolizioni ma gli accampamenti si moltiplicano e hanno pure gli allacci'

 

Tre campi rom. Si moltiplicano le aree dove si accampano (e vi restano) i nomadi. Nonostante le diverse ordinanze di demolizione, non solo gli edifici abusivi restano, ma aumentano.
Così accanto all'ormai "tradizionale" campo rom di Sant'Eraclio (sul quale pendono un paio di ordinanze di demolizione da anni), ecco che si è aggiunto quello in via delle Rotte a Cave e poi l'ultimo in fatto di tempo, l'accampamento a Budino. Tutti, come ha rilevato più volte il capogruppo di Impegno Civile, Stefania Filipponi, muniti di Luce e, addirittura, bidoni dell'immondizia.


Tante interrogazioni e nessuna risposta. Interrogazioni e mozioni che sono rimaste senza risposta da parte del Comune tanto che la Filipponi aveva inviato una diffida per poter avere rispost, e ieri in consiglio comunale, ha "minacciato" denunce per omissione di atti di ufficio.

Dopo le ordinanze di demolizione e conseguente ripristino dello stato dei luoghi (con l'avvertimento di acquisizione dell'area al patrimonio comunale in caso di inadempienza) nella seduta del Consiglio Comunale del 20 marzo 2018 è stato deliberato, di "demandare agli uffici comunali gli ulteriori adempimenti per la formalizzazione dei trasferimenti della proprietà e per la demolizione degli illeciti edilizi a cura dell'Ente ed a spese del responsabile degli illeciti stessi".

"Con interrogazione del 18 aprile 2018 - spiega la Filipponi - è stato testualmente richiesto: quali sono stati gli adempimenti effettuati dagli uffici, quali sono i provvedimenti che l'Ente intende realizzare. Tutto senza risposta".

Campo rom pure a Budino. Ed allora era scattata la diffida per capire le diverse questioni. Alle quali si aggiunge anche quelle del campo rom di Budino. "I residenti delle tre zone - spiega la Filipponi - sono arrabbiati e vogliono che vengano rispettate le decisioni prese. Sono costretti a fare delle ronde: le auto vengono sistematicamente svuotate. E poi non si capisce come facciano ad apparire pali della luce e fili volanti, insieme ai bidoni della spazzatura, proprio nelle aree abusive".

Dopo 4 anni tutto è fermo. "Non è possibile che dal 2014, dopo 4 anni non si sia riusciti a mettere in pratica le demolizioni e a ripristinare i luoghi come erano - dice Filipponi -  Non solo. Si moltiplicano le aree abusive e si continua a non fare nulla. Nemmeno a mettere in bilancio i soldi necessari per effettuare le demolizioni: un primo passo per avviare un iter. Sembra solo una presa in giro".

Rassicurazioni dagli uffici comunali. Dagli uffici comunali erano arrivate rassicurazioni. In teoria, infatti, la demolizione dei manufatti del campo rom di Sant'Eraclio inizierà prima della fine dell'anno: gli uffici comunali predisporranno il progetto per la demolizione e, appena verranno messe in bilancio le risorse necessarie, si potrà andare avanti con il programma.
Un iter che, a detta degli uffici comunali, sta procedendo anche per l'altro campo nomadi, quello in via delle Rotte a Cave: dopo il sopralluogo di tecnici comunali, insieme alle forze dell'ordine, si era aggiornata la situazione provvedendo ad identificare i fabbricati sorti anche qui illegalmente.

Iter in corso. E, come vuole la prassi, il tutto transiterà in consiglio comunale, si provvederà ad emettere, dopo le ordinanze di demolizione, il provvedimento con il quale il Comune diventerà il proprietario e, quindi, come è avvenuto per l'altra situazione di Sant'Eraclio (magari non aspettando 4 anni), si procederà nello stesso modo. Questo in teoria. Poi bisognerà capire bene cosa avverrà in pratica e, soprattutto, i tempi.

In campo pure i servizi sociali. Anche perché per il campo rom di sant'Eraclio i servizi sociali si sono già messi in moto. "Abbiamo fatto un incontro con i cittadini rom - aveva spiegato l'assessore Maura Franquillo - si tratta di 4, 5 nuclei familiari che già sono supportati dai servizi. Abbiamo spiegato la situazione e cosa avverrà a breve e abbiamo invitato loro a trovarsi una situazione abitativa alternativa. Stiamo monitorando che questa ricerca da parte loro venga effettuata: ci sono bambini e anche anziani con problemi di salute. E' complicato far capire loro la situazione. Naturalmente il tutto avverrà con l'affiancamento dei servizi sociali".


 



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