società

Sportello di ascolto, 400 studenti in fila per una consulenza

 

Boom di richieste per: ansia per esami e interrogazioni, conflitti con genitori e coetanei, dipendenza dai social, non accettazione di se'. Le esperte raccontano

 

Preoccupati per un rendimento scolastico, al di sotto delle aspettative dei genitori, che produce ansia da prestazione e attacchi di panico. Ragazzi e ragazze che non si accettano, che hanno difficoltà nel relazionarsi con i coetanei e con i genitori e che, proprio con quest'ultimi, hanno dei veri e propri conflitti. Ragazzi che sono demotivati e che, talvolta, hanno anche problemi di orientamento sessuale. 


E questo l'identikit degli oltre 400 studenti che frequentano l'Ite Scarpellini e il Liceo scientifico-artistico di Foligno, che hanno bussato alla porta del servizio di sportello d'ascolto psicologico che è gestito dalle psicoteraute, Letizia Angeli e Alice Bertuzzi, sotto la supervisione delle dirigenti scolastiche Maria Paola Sebastiani e Giovanna Carnevali.


"Il servizio ha riscontrato un'alta adesione - dicono le psicoterapeute - da settembre 2017 a giugno 2018 abbiamo lavorato con oltre 400 studenti, quasi 70% ragazze. Lo sportello è da intendersi come uno spazio di ascolto, confronto, accoglienza, orientamento e sostegno alla crescita sotto il profilo cognitivo, emotivo e relazionale".

"Sono i ragazzi stessi che richiedono il colloquio  - spiegano le dottoresse - Alla base dei loro disagi ci sono problemi diversi che portano, comunque, ad una demotivazione allo studio o al calo nel rendimento. Noi dedichiamo alcune ore agli incontri a scuola in modo individuale;  affrontiamo le dinamiche altamente conflittuali  nelle classi. Gestiamo l'ansia per gli esami, ad esempio, durante il quinto anno, o l'ansia per il futuro, dopo la maturità.  Se poi troviamo delle problematiche gravi, allora ci rivolgiamo ad altre figure che gestiscono il disagio giovanile grave". 

Ed è accaduto, in diverse occasioni, che ci sono stati ragazzi con alle spalle situazioni critiche, così gravi che hanno imposto un protocollo diverso dalla semplice consulenza psicologica: in questi casi subentra un coordinamento con i servizi territoriali delle Asl che prendono in carico questi studenti che presentano problematiche di depressione molto gravi.

"I ragazzi - continuano Angeli e Bertuzzi -  hanno, in maggioranza, il timore di deludere i genitori, di non raggiungere, cioè, le loro aspettative. Molto spesso presentano dei conflitti, molto accentuati, con la famiglia. Hanno timore di andare a scuola, non riescono a superare l'ansia da prestazione, per le interrogazioni, per i compiti in classe e questo provoca un disagio profondo, una paura così grande che non riescono a gestire, tale da spingerli a non andare a scuola.

Dietro le difficoltà scolastiche si nascondono sempre delle difficoltà personali. Spesso si sentono isolati dal mondo, hanno un vissuto di solitudine, difficoltà di integrarsi con i coetanei, non si accettano. Hanno anche delle forte dipendenze dai social: questi sostituiscono spesso i rapporti con gli altri. Sono ragazzi che si sentono soli e che  riescono a parlare con gli altri solo attraverso una tastiera di un pc o di un telefonino".

L'obiettivo è, quindi, "incrementare il livello di autostima; i ragazzi imparano a riconoscere ed esprimere i propri vissuti emotivi, ansie e paure al fine di usarli in modo costruttivo. Un altro vantaggio è quello di migliorare  l'integrazione sociale e il senso di appartenenza al gruppo di pari".

Non solo studenti che si rivolgono allo sportello ma anche  genitori. "Sentono il bisogno di entrare in maggior contatto con i propri figli e migliorare la comunicazione - raccontano - ma anche confrontarsi rispetto ad alcune tematiche specifiche come la gestione delle regole. A volte sono preoccupati per la comparsa  di comportamenti provocatori, di sfida nei figli, altre volte per il rifiuto e la chiusura nei loro confronti. Temono che dietro a un calo di rendimento scolastico ci siano problemi gravi che loro non riescono a vedere, magari, per problemi di comunicazioni con i figli".

La consulenza permette  di attivare nei genitori competenze relazionali che consentono loro  di gestire,  in maniera più funzionale, alcune conflittualità. "Un'altra finalità estremamente importante  è fare in modo che essi incoraggino i figli a credere nelle proprie capacità".


 



I commenti dei nostri lettori

Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Folignonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Folignonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Folignonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.