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Ventennale sisma, Barberini: 'Presto una centrale unica Umbria e Marche per le emergenze'

 

L'assessore: 'Dopo l'apertura della Ss77, aumento del 76% di pazienti marchigiani all'ospedale di Foligno. Si lavora per un elisoccorso anche notturno'

 

 Il sisma che venti anni fa colpì i territori dell'Umbria e delle Marche causò sì distruzione, ma rappresentò soprattutto una significativa opportunità di sviluppo e di maggior coesione tra le popolazioni e le aree dell'Appennino umbro-marchigiano, oggi molto più vicine e integrate. Esempio concreto di questa positiva integrazione è certamente la nuova Strada statale 77 che, superando un antico "gap" infrastrutturale,  ha avvicinato le due regioni, e rappresenta un importantissimo elemento di sviluppo economico dei territori che nel 1997 furono colpiti da quegli eventi sismici.


"Il terremoto e l'Appennino umbro-marchigiano. Dal sisma del '97 allo sviluppo". È stato questo il tema del convegno svoltosi a Colfiorito, che fu epicentro del terremoto, organizzato da Comune di Foligno e Regione Umbria, in collaborazione con i Rotary Club di Camerino e Foligno, nell'ambito delle iniziative per ricordare il ventennale del sisma, cui hanno partecipato - tra gli altri - i sindaci di Foligno, Camerino, Gemona, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l'assessore regionale alla Salute, Coesione sociale e Welfare Luca Barberini, il presidente del Centro studi "Economia reale" Mario Baldassarri, e la vice presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni.

CENTRALE UNICA, ELISOCCORSO NOTTURNO E AUMENTO DI PAZIENTI MARCHIGIANI ALL'OSPEDALE DI FOLIGNO. L'assessore regionale Luca Barberini ha fatto il punto sull'interazione fra le due regioni dal punto di vista della sanità. "Umbria e Marche sono più vicine, grazie alle nuove infrastrutture e possono collaborare per migliorare i servizi per i cittadini. In sanità siamo pronti a farlo attraverso nuovi accordi, per dare risposte più efficaci ai bisogni di salute delle persone.
A breve verrà siglato un protocollo d'intesa con la Regione Marche per realizzare nel 2018 una  centrale unica di risposta Umbria-Marche per il numero  unico di emergenza 112.

Potenzieremo l'elisoccorso, già condiviso con le Marche, allestendo elisuperfici attrezzate per il volo notturno. Ci saranno accordi fra gli ospedali per punti di nascita integrati nelle zone di confine e la valorizzazione di alcune attività specialistiche. La nuova statale 77 sta favorendo l'integrazione: dopo l'apertura della nuova strada, c'è stato un aumento del 76% di utenti marchigiani  verso l'ospedale di Foligno, mentre si è registrato un + 25%  nelle prestazioni specialistiche ambulatoriali.

La collaborazione fra Regioni è la sfida del futuro, oggi i confini istituzionali non sono più barriere invalicabili e il terremoto non ha soltanto distrutto, ma anche creato occasioni di sviluppo che dobbiamo cogliere".

ECONOMIA E COESIONE SOCIALE FRA LE DUE REGIONI. "Oggi l'Umbria e le Marche - ha affermato il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, nel suo saluto introduttivo - sono sicuramente più vicine. E non solo in termini di collegamenti. Le nostre comunità sono più vicine perché abbiamo condiviso il comune obiettivo di una ricostruzione che non doveva riguardare solo case ed immobili, ma soprattutto l'economia e la coesione sociale. Oggi, quindi, possiamo dire che quell'ambizioso obiettivo lo abbiamo realizzato".

ESPERIENZA SIGNIFICATIVA DEL TERREMOTO DEL '97. "Quando abbiamo cominciato a pensare a come ricordare il ventennale del sisma del '97 - ha poi affermato la presidente Marini - non ci saremmo certo immaginati di doverci trovare a fronteggiare una nuova emergenza. E allora, come ora, non si poteva immaginare di ricostruire senza una idea di futuro, guardando innanzitutto a ricostruire le comunità, la coesione sociale, e poi le case, le infrastrutture. In questo l'Umbria, nell'esperienza della ricostruzione post '97, ha rappresentato un laboratorio, grazie al quale abbiamo potuto gestire meglio sia l'emergenza del 2016, sia l'avvio della ricostruzione".

Per la presidente Marini "abbiamo fatto tesoro di quella esperienza che segnò per un verso la qualificazione del nostro sistema di protezione civile, e per l'altro verso l'avanzamento delle tecniche di ricostruzione che, con la scelta del miglioramento sismico, hanno permesso di realizzare edifici più sicuri. Ma vi fu pure un'altra importante idea strategica: quella della ‘Quadrilatero', che ha consentito il superamento definitivo di una criticità infrastrutturale. Così come dovremo fare oggi, pensando ad un intervento significativo sull'asse viario della Tre Valli per offrire a tutta l'area della Valnerina un collegamento viario efficiente e moderno".

"L'opera di ricostruzione ha avuto qui, come nelle Marche - ha proseguito Marini - i caratteri di una consistente messa in sicurezza del patrimonio urbanistico, ma al tempo stesso ha saputo valorizzare questi territori ed i suoi antichi centri e borghi. È stato questo il vero valore aggiunto di questa opera di ricostruzione". Su cosa invece occorre ancora fare passi in avanti, la presidente Marini ha indicato innanzitutto la necessità di una legge quadro per la gestione delle emergenze: "lo Stato, in tutte le sue articolazioni, deve sapere una volta per tutte come gestire una emergenza, senza dover ricorrere di volta in volta - ha concluso Marini - a provvedimenti singoli e specifici".

Nel chiudere il convegno, la vicepresidente della Camera, Sereni, ha ribadito la giustezza dell'aver puntato "su una ricostruzione che valorizzasse lo sviluppo economico di questi territori e di queste comunità. Comunità che non si voleva far tornare come erano, ma migliorarle. Tenendo insieme lo sviluppo con la coesione sociale, il senso di comunità. E un'opera come la ‘Quadrilatero' ha certamente contribuito positivamente. Così come è stato fondamentale il protagonismo dei territori nell'immaginare e nel realizzare questo modello di ricostruzione".


 



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