cultura e spettacolo
Terremoto, ricordando il sisma del 1997
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Terremoto, ricordando il sisma del 1997
Dall'inizio della crisi sismica alle iniziative previste per il ventennale
Sono passati venti anni dal terremoto del 1997: un sisma che violentò profondamente i territori del Folignate e che decretò l'inizio di una fase molto difficile per i territori devastati. Ed oggi, martedì 26 settembre, per celebrare il ventennale il Comune di Foligno ha predisposto una serie di iniziative. Ma ricordiamo quei terribili giorni, grazie all'aiuto di Wikipedia.
L'inizio della crisi sismica. L'inizio della crisi tellurica avvenne nella primavera del 1997 con una serie di scosse registrate nel comune di Massa Martana. Il 12 maggio Nell'estate invece, un gran numero di piccoli eventi fu registrato nell'appennino umbro-marchigiano, interessando i comuni di Foligno e Serravalle di Chienti.
Il 4 settembre ci fu un'altra scossa (magnitudo 4.5). Da lì in poi, questi paesi non furono mai abbandonati dal sisma e la gente iniziò a preoccuparsi seriamente. La stessa Protezione Civile umbra aveva predisposto un'attrezzata tendopoli a Colfiorito, nonostante nella frazione folignate non si fossero ancora registrati danni; non altrettanto avvenne nel comune di Serravalle, dove invece alcune abitazioni erano già lesionate.
Le due scosse più catastrofiche. Il 26 settembre, alle 2:33, ci fu una scossa di terremoto del VIII-IX grado della scala Mercalli, di magnitudo 5.7 con epicentro a Cesi. A Collecurti, una frazione di Serravalle, una coppia di anziani coniugi morì sotto le macerie della propria abitazione. Numerose case furono danneggiate gravemente dal sisma, specialmente quelle dei comuni di Foligno e di Nocera Umbra, dove risultò inagibile circa l'85% degli immobili. Quella delle 2:33 fu in un primo momento considerata la scossa di maggiore intensità di tutto lo sciame, e per l'immediato futuro furono previste semplici scosse di "assestamento" e di intensità minore.
Fu in particolare il sottosegretario alla Protezione Civile Franco Barberi, intervistato da Unomattina, a dichiarare inverosimile l'eventualità di una scossa più forte.
La mattina molte scuole furono chiuse o per precauzione o per inagibilità. Molte chiese, fra le quali la Basilica di San Francesco ad Assisi, subirono gravi danni.
Nello stesso giorno, alle 11:42, una scossa di magnitudo 6.0 e IX grado Mercalli, con una profondità di 9.8 km ed epicentro ad Annifo[7] sconvolse ancora moltissimi paesi tra l'Umbria e le Marche. Fu questo il maggiore evento registrato. Dopo le due vittime del mattino, si aggiunsero altre otto vittime. Tra queste quattro persone morirono nella Basilica di San Francesco. La chiesa durante la notte aveva subito danni agli affreschi di Giotto e Cimabue ed in quel momento era in atto un sopralluogo da parte di alcuni tecnici, ingegneri, giornalisti e frati. Durante la scossa una delle volte della basilica superiore crollò sopra a padre Angelo Api, Zdzisław Borowiec, Bruno Brunacci e Claudio Bugiantella, tutti e quattro morti sul colpo.
Il 14 ottobre, alle 17:25, un distinto terremoto, con epicentro tra Sellano e Preci, colpì nuovamente le zone terremotate con una magnitudo di 5.6, aggravando la già pessima situazione delle abitazioni. È rimasto scolpito nella mente e le immagini hanno fatto il giro del mondo anche il crollo del torrino del Palazzo Comunale di Foligno, già danneggiato dalle precedenti scosse. I vigili del fuoco lo stavano aggiustando. Il torrino è stato in seguito restaurato e inaugurato nel 2007, in occasione dei dieci anni dal sisma.
Dopo un periodo di continue scosse minori, il 26 marzo 1998 fu registrata una scossa con epicentro questa volta a Gualdo Tadino, con una magnitudo pari a 5.4. Questa fu avvertita in moltissime città italiane a causa della grande profondità dell'ipocentro, localizzato a ben 45 km. La profondità, d'altra parte, attenuò la potenza del terremoto nei territori adiacenti all'epicentro, limitando i danni. Le scosse di maggior intensità finirono tra il 3 e 5 aprile, con 5.1 e 4.7 di magnitudo rispettivamente.
La lista delle scosse. Ecco la lista dettagliata delle maggiori scosse telluriche registrate nel periodo compreso tra il 1997 ed il 1998 in Umbria e Marche:
Data Ora Locale Mercalli Magnitudo Epicentro
5 maggio 1997 14:03 V 3.4 Massa Martana
12 maggio 1997 15:51 VII 4,7 Massa Martana
4 settembre 1997 00:07 VI-VII 4.5 Colfiorito
26 settembre 1997 02:33 VIII-IX 5.7 Cesi
26 settembre 1997 11:40 IX 6.0 Annifo
2 ottobre 1997 21:38 V-VI 4.4 Sansepolcro
2 ottobre 1997 23:38 VI 4.3 Sansepolcro
3 ottobre 1997 10:55 VII 5.2 Colfiorito
4 ottobre 1997 18:13 VI 4.6 Sellano-Preci
7 ottobre 1997 01:24 VII-VIII 5.4 Colfiorito
12 ottobre 1997 13:08 VI- VII 5.1 Sellano-Preci
14 ottobre 1997 17:23 VII-VIII 5.6 Sellano-Preci
9 novembre 1997 20:07 VI-VII 4.8 Sellano-Preci
26 marzo 1998 17:26 VII 5.2 Gualdo Tadino
3 aprile 1998 09:26 VI-VII 5.1 Gualdo Tadino
5 aprile 1998 17:52 VI-VII 4.8 Gualdo Tadino
5 giugno 1998 23:57 V-VI 4.1 Gualdo Tadino
26 giugno 1998 02:32 V-VI 3.9 Colfiorito
I danni.I comuni maggiormente interessati dal sisma furono Foligno (sia le frazioni montane sia il capoluogo), Nocera Umbra, Preci, Sellano ed Assisi in Umbria, Fabriano, Serravalle di Chienti e Camerino nelle Marche.
La scossa notturna del 26 settembre lesionò gravemente gli edifici dei centri appenninici causando la morte di una coppia di anziani coniugi sepolti dalle macerie. Quella del mattino determinò il crollo di alcuni edifici o parti di essi, già lesionati dalle scosse precedenti, fra cui la volta giottesca della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi.
I danni vi furono anche nelle Marche, e in particolare nelle zone più vicine al confine con l'Umbria e quindi più vicine all'epicentro.
A Camerino e San Severino Marche molti edifici presentarono vistose crepe e vi furono dissesti stradali, alcuni edifici vennero dichiarati inagibili; a Caldarola vi furono crepe, di minor entità, nel Palazzo Pallotta, al Castello Pallotta e alla Chiesa dei Santi Gregorio e Valentino. Si registrarono danni notevoli anche a Visso, Fabriano, Matelica, Pioraco e Fiuminata.
Nel crollo di Assisi restarono uccise quattro persone, di cui due tecnici e due frati, che stavano verificando i danni. Le immagini di questo crollo furono riprese dal cameraman di Umbria Tv Paolo Antolini, che in quel momento si trovava all'interno della basilica insieme alla giornalista Sofia Coletti. Nel crollo i due redattori rimasero illesi mentre le loro immagini fecero il giro del mondo.
Del terremoto esiste un'altra emblematica ripresa: quella sul crollo, il 14 ottobre, della lanterna del Palazzo Comunale di Foligno, già gravemente lesionata dalle scosse precedenti. Complessivamente il terremoto umbro-marchigiano causò, direttamente o indirettamente, il decesso di undici persone e ingenti danni a monumenti e opere d'arte. Solo per il restauro della volta della basilica assisiate, in particolare, occorsero circa 35 milioni di euro. Per i circa 33.000 interventi di soccorso furono previsti approssimativamente 8 miliardi di euro di spesa.
A distanza di anni, molti abitanti delle zone terremotate (Sellano, Foligno, Serravalle di Chienti) vivevano ancora nelle case in legno strutturale. Queste case hanno sostituito gli iniziali container in lamiera forniti dalla Protezione Civile.
Secondo i dati dell'Osservatorio sulla Ricostruzione della Regione Umbria, al dicembre 2014, risultava rientrata nelle case lesionate dal sisma il 97% della popolazione colpita dai danni, con una spesa di 5,106 miliardi di euro.
Le iniziative del ventennale. Ricordare ma guardare avanti. Così Foligno si avvicina al ventennale del sisma del 97. Il sindaco di allora, Maurizio Salari, fa parte del gruppo di lavoro, composto dall'architetto Luciano Piermarini, già dirigente comunale, e Paolo Trenta, in passato assessore del Comune di Foligno, che ha promosso una serie di iniziative.
"Non è un raduno di reduci - ha spiegato Salari - ma si guarda avanti per andare avanti. Si fa il punto su quello che è successo: è stata un'esperienza non bella, per alcuni aspetti, ed esaltante per altri. I media hanno avuto un ruolo importante nel raccontare il sisma".
In occasione del 26 settembre, oggi sarà a Foligno il ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.
Sempre oggi, martedì 26 sarà inaugurata una mostra realizzata dagli studenti degli istituti superiori cittadini. Ricordare il ventennale del sisma ha detto il sindaco di Foligno, Nando Mismetti è anche un modo per far conoscere ai giovani quello che è successo. E riflettere sul passato ma soprattutto sul futuro.
Tra le altre iniziative inserite nel calendario regionale degli appuntamenti, ci sono quelle promosse in alcune frazioni, ferite dalle scosse (il 30 settembre a Scopoli, il 1° ottobre a Capodacqua con l'inaugurazione della ex scuola in memoria del musicista Luciano Fancelli, il 28 ottobre a Colfiorito convegno Il terremoto e l'Appennino umbro, con l'intitolazione della scuola a don Mario Sensi).
Un convegno "Le emergenze e la comunicazione" si svolgerà sabato 14 ottobre, data storica perché ricorda la caduta del torrino. Nel mese di novembre (il 21 e il 22) si svolgeranno due incontri di approfondimento sulle normative legate all'emergenza e alla ricostruzione ma anche al legame con lo sviluppo.
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