Sfregio a dipinto a Palazzo Trinci, niente videosorveglianza: scattano le polemiche
Il quadro dell'Alunno, di proprieta' della Fondazione, era all'interno della Pinacoteca. Telecamere non presenti all'interno della sala e spente all'esterno
Non c'erano telecamere all'interno della sala della Pinacoteca Folignate e l'impianto di videosorveglianza esterno a Palazzo Trinci non era funzionante: così sarà complicato, se non addirittura impossibile, risalire all'autore dello sfregio sul quadro dell'Alunno.
Il Paliotto con Cristo in Pietà ed Angeli, esposto nella sala quattrocentesa di pallazzo Trinci e di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio, è stato sfregiato sulla parte inferiore destra: un taglio di oltre 10 centimetri.
La scoperta è avvenuta mercoledì scorso: il Comune ha subito formalizzato la denuncia ai carabinieri di Foligno e ieri mattina, sabato 16 settembre, la storica dell'arte, Vittoria Garibaldi, ha visionato il danno.
Ed ora proprio sulla mancanza di telecamere che imperversano le polemiche
"Sfregiare un quadro è sempre il segno di inciviltà e di incultura - dice Maurizio Ronconi del Movimento per Foligno-Centristi - ma lasciarli pur in pinacoteche pubbliche a libero accesso in questo caso anche in ore notturne senza adeguati controlli e senza telecamere non si tratta solo di sciatteria ma di colpevole omissione".
"Per il resto il quadro quattrocentesco 'Paliotto con il Cristo in Pietà ed Angeli', come le altre opere esposte, doveva essere sottoposto a vigilanza continua e particolarmente durante le aperture notturne in occasioni di manifestazioni cittadine".
"Non varrebbe una eventuale giustificazione di mancanza di personale perché in queste occasioni l'organizzazione, se si vogliono anche favorire gli accessi nelle strutture museali, dovrebbe farsi carico dei costi della vigilanza. Non aver considerato anche questa soluzione rappresenta una ulteriore aggravante rispetto alla quale chi ha responsabilità politiche e dirigenziali non potranno sottrarsi.
Rimane infine l'interrogativo, grave anche questo, della mancanza della videosorveglianza, presidio ormai scontato in tutti i musei non solo italiani ma del mondo civile".
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