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Trevi, alla Pinacoteca arrivano le opere di Lucilla Candeloro
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Trevi, alla Pinacoteca arrivano le opere di Lucilla Candeloro
Quello del 29 agosto e' il terzo appuntamento a Palazzo Lucarini
Il terzo appuntamento dedicato all'attualità della pittura, organizzato dal Centro per l'Arte Contemporanea Palazzo Lucarini presso la Pinacoteca di San Francesco a Trevi, questa volta accoglie l'ÂGE D'OR, opere di Lucilla Candeloro, artista nata a lanciano nel 1978. La mostra verrà inaugurata il 29 agosto e chiuderà i
battenti il 25 ottobre. Raffinata disegnatrice e pittrice dal rapido tocco, l'artista ha creato appositamente per l'occasione e lo spazio ospitante una serie di nuovi lavori, prevalentemente a pittura, ma anche ad incisione. Facendo eco ai temi e soggetti presenti nella pinacoteca e più in generale nell'iconografia cattolica tradizionale, l'artista parla di temi di estrema attualità rilevando affinità emotive ed umane tra mondi lontani nello spazio e nel tempo. Estraniante diviene dunque il parallelismo inesatto che il visitatore si trova ad intuire tra l'esegesi cristiana di titoli quali Deposizione, Fuga dall'Egitto, Natività, Esodo e le storie degli uomini e donne che vediamo sfilarci davanti attraverso il filtro dei mass media. Le basta introdurre piccole variazioni, elementi mutuati da questo nuovo immaginario della disperazione, per vedere slittare il significato e l'emotività che si attribuisce a queste nuove icone. E' così che l'iconografia della Pietà tradisce, nelle carni scure del soggetto e nelle tinte di uno chador che non ci appartiene, il compianto di un uomo morto nei barconi della disperazione. Sagome rapidamente tratteggiate di donne velate, non rievocano le vesti dei tempi andati, ma gruppi di donne musulmane che vengono verso di noi in una sintesi di forme arcaiche e contemporanee ad un tempo. La pennellata vaporosa ed esatta ad un tempo di Lucilla Candeloro diviene dunque lo iato tra la citazione della tradizione e l'imperio di nuovi simboli e nuove storie. E lo straniamento di vedere l'"Altro", che sempre ci appare lontano e di un altro mondo, improvvisamente familiare, vicino alla nostra cultura. Forse, paurosamente parte di noi. La mostra è stata preceduta da quelle di Davide Querin e Nicola Maria Martino. La seguirà a novembre 2015 quella di Afranio Metelli. Diversi per anagrafe, genere e provenienza i quattro autori, sono accomunati da una grande eleganza espressiva, quasi di stampo classico che ben si accorda al confronto con gli ambienti e la proposta culturale del Complesso di San Francesco.
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