politica

Fils, scoppia la 'guerra' fra repliche e manifesti fra Pd e M5S

 

Botta e risposta fra la segretaria Epifani e i pentastellati sulla situazione e sul futuro della partecipata in liquidazione e del suo piano industriale di rilancio

 

Botta e risposta sulla situazione della Fils tra il Pd e il Movimento cinque stelle di Foligno. Dopo l'intervento di Patrizia Epifani sulla questione Fils, è apparso un manifesto in città del M5S. Un lungo intervento dei Pentastellati che proponiamo per intero.


"Leggendo le dichiarazioni sulla FILS della segretaria comunale del PD, Epifani, si sarebbe portati a credere che i miracoli ancora avvengano. Per affermare che la FILS, una volta approvato il Piano Industriale redatto dallo studio Ferranti su incarico del Sindaco, non solo risolverà (quasi d'incanto) i drammatici problemi societari, ma addirittura potrà tornare ad assumere, infatti o bisogna credere ai miracoli o bisogna avere una dose preoccupante di arroganza politica ed una assoluta mancanza di rispetto verso l'intelligenza dei cittadini di Foligno. Purtroppo per Foligno, la seconda ipotesi è la più accreditata.

La storia di FILS è quella di una società costituita con l'intento di fornire servizi di qualità alla città e, come recita lo stesso acronimo, creare lavoro e sviluppo per Foligno. Le cose sono andate in modo molto diverso, purtroppo, con una gestione societaria che ha avuto come filo conduttore negli anni, incapacità gestionale, utilizzo della società in termini clientelari e operazioni immobiliari molto discutibili, che hanno mandato in apnea finanziaria le casse di FILS, ma reso felici quelle dei "soliti" imprenditori (ma era davvero necessario l'acquisto del capannone di via Catoleni, per una società già traballante sul piano economico/finanziario???).

La storia di FILS è quella di una cosiddetta società "in house", cioè di proprietà al 100% del Comune di Foligno, che quindi ne è responsabile unico e indiscutibile. Ma come è stato esercitato questo compito da parte dell'Amministrazione dal 1999 (anno della sua costituzione) fino ad oggi? I risultati di bilancio dimostrano impietosamente che l'Amministrazione di centro-sinistra, che ha governato Foligno in continuità, non si è mai preoccupata minimamente della gestione disastrosa di FILS che stava accumulando debiti ad ogni esercizio, che non garantiva un adeguato livello qualitativo dei servizi erogati alla città, che stava dilapidando ingenti risorse pubbliche, cioè i soldi dei cittadini di Foligno.

In assoluto disprezzo delle risorse pubbliche, si è limitata a cambiare gli amministratori della società, senza preoccuparsi della voragine debitoria che si stava creando. Su questo ultimo aspetto, al fine di accertare responsabilità da parte della proprietà, auspichiamo e chiederemo che la Corte dei Conti si pronunci, come è stato fatto in casi analoghi, dove il Sindaco è stato condannato a risarcire il danno erariale provocato.Il piano industriale, presentato con evidente e grave ritardo soltanto il 09/02/17, dopo che la società era stata messa in liquidazione in data 28/06/16, basa le sue (quasi nulle) possibilità di ripresa della FILS, fondamentalmente su tre "pilastri": riduzione del costo del lavoro, vendita dell'immobile di viale IV novembre, ricapitalizzazione della società da parte del Comune per (almeno) 1.200.000 euro. Tale impostazione, accettata dall' attuale Amministrazione, dimostra, ancora una volta (forse l'ultima...) la noncuranza al limite della codardia amministrativa del Sindaco e della sua (pseudo) maggioranza. Il tentativo di "scaricare" le colpe interamente sulle spalle dei lavoratori, che pur hanno avuto (ed anche ammesso pubblicamente) le loro responsabilità, altro non è che lo squallido tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità da parte di una maggioranza ormai a "fine corsa", non solo senza idee ma anche senza pudore.

Ma i conti di FILS sono una denuncia implacabile e precisa che "l'omicidio di FILS" ha come mandante l'attuale Amministrazione e come sicari gli amministratori dalla stessa nominati. Altro elemento "critico" è fare affidamento nella vendita dell'immobile VUS di Viale IV novembre al prezzo base di 2.306.000 euro, messo già in vendita nel 2014 e che ancora non ha trovato acquirenti. In un momento di profonda crisi del mercato immobiliare ci si può realisticamente basare sulla speranza di vendere al prezzo stabilito? O magari "spunteranno dal nulla" acquirenti che hanno già incrociato i loro destini immobiliari con il Comune? Su questo vigileremo con attenzione.

FILS ha già accumulato oltre 5.000.000 di euro di debiti. Solo nel bilancio 2015 ha registrato perdite per 500.000 euro, ha già dilapidato il capitale sociale, nei fatti ha dissipato il valore degli immobili, nel bilancio infrannuale al 30/09/16 evidenzia un'ulteriore perdita di 334.000 euro. La domanda che poniamo al Sindaco (ed anche alla segreteria comunale del PD) è la seguente: se fossero soldi vostri sareste disponibili a mettere altri 1.200.000 euro per ricapitalizzare?

Il Sindaco deve attivarsi immediatamente per trovare una soluzione dignitosa ai 36 dipendenti, altro che fare proclami di nuove assunzioni! Il tempo è scaduto, le risorse dei cittadini folignati sono già estremamente limitate, non ne sprechi altre per guadagnare solo un po' di tempo per mantenere artificialmente in vita una società decotta, mettendo le mani nelle tasche dei cittadini. Non cerchi di scaricare le responsabilità su altri: il fallimento gestionale di FILS è tutto "merito" suo e della sua maggioranza asfittica e traballante. La strategia di nascondere la polvere sotto il tappeto non funziona più e quella polvere ha creato una strato di grigio sulla sua Amministrazione, che Foligno non merita.

 

Dopo dichiarazione dei Cinque Stelle, ecco puntuale la controreplica della segretaria Epifani che illustra l'iter da seguire per la salvaguardia dell'azienda e del personale dipendente.

Non è mio solito rispondere e tantomeno replicare ad articoli, comunicati o manifesti. Penso che ogni forza politica abbia il legittimo e doveroso diritto di esprimere le proprie idee sulle politiche locali e nazionali. La pluralità e trasparenza e l'onestà delle idee è l'essenza della vita democratica.
L'ultimo manifesto del Movimento 5 Stelle però mi sollecita alcune riflessioni.

La prima: il Sindaco deve attivarsi per trovare soluzioni dignitose ai 36 dipendenti della FILS. Tutti gli atti politici e amministrative che si sono susseguiti nell'ultimo periodo, mi sembra, che abbiano percorso tale intento. La messa in liquidazione, la richiesta di un Piano industriale a d uno Studio Tributario che non ha mai avuto rapporti con la Società stessa, i percorsi di condivisione delle scelte (sia della messa in liquidazione che del Piano stesso) indicano la volontà di tutelare il lavoro e i lavoratori.

Seconda: Il Piano industriale individua chiaramente le soluzioni: ricapitalizzazione e rispetto delle nuove norme che impongono di affidare i lavori alla Società a costi adeguati e sostenibili. Proprio per raggiungere tale obiettivo si rende necessario un nuovo inquadramento contrattuale per tutti i dipendenti. Il nuovo inquadramento prevede un aumento di ore lavorative (da 36 a 40) e un adeguamento stipendiale conseguente alle nuove norme. Si tutela, però, il lavoro stabile e dignitoso per tutti, anche per i lavoratori precari assunti in alcuni periodi dell'anno.

Terza: le manutenzioni sono elemento importante di decoro per ogni comune. La FILS ha questa vocazione e necessariamente deve ben operare in tal senso. Sta a cuore a tutti i cittadini e quindi anche ai democratici il rispetto del lavoro e della sua conseguente qualità. Un Ente Pubblico che assegna alcune funzioni importanti ha il dovere di verificare che vengano svolte nel miglior modo possibile.
Quarta: comprendo la preoccupazione dei lavoratori che si trovano stretti fra difficoltà, problemi, incertezze. Ricordo loro che ogni atto amministrativo svolto da questa maggioranza fino al recente Piano industriale è stato condotto in assoluta onestà e trasparenza. I lavoratori sono stati ripetutamente ascoltati nel loro interesse e nell'interesse della collettività. Nessuna incertezza, né codardia traspare dalle scelte amministrative. Il Piano industriale intende far proseguire l'impegno della FILS con un buon controllo di gestione ed una riduzione dei costi.

Quinta: Il Piano industriale parla di possibili nuove assunzioni. Sappiamo che la Società ha molto spesso usato lavoratori precari visto la sua vocazione stagionale di molti incarichi. Risolvere la precarietà mi sembra un elemento assai qualificabile sia per il Comune che per la Società stessa.

Ultima riflessione: Forse ci possono essere altre soluzioni a questo Piano industriale, ma sinceramente mi sembrano tutte meno rispettose del lavoro e meno dignitose per i lavoratori. Il PD folignate intende comunque farsi carico di tutte le scelte complesse necessarie all'Azienda e non semplificare prendendo ad esempio il Movimento 5 Stelle di Livorno, che ha pensato come unica strada idonea il portare i libri contabili di una Società pubblica in tribunale, con l'immediata conseguenza di richiesta di indagine del proprio Sindaco.



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