Lo sport rende omaggio a San Feliciano, incontro di preghiera carico di commozione
Celebrazione del vescovo Sigismondi e testimonianze dei pallavolisti della Sir, di atleti paraolimpici e olimpionici
"Il cristiano è un atleta. Voi sapete molto bene che per vincere le gare bisogna faticare, il cristiano per raggiungere il premio che il Signore ha preparato deve fare la sua parte. Voi che amate lo sport avete un dono immenso dentro: con lo sport fate felici gli altri". Sono queste alcune delle frasi pronunciate nell'omelia dal vescovo Gualtiero Sigismondi durante l'incontro di preghiera "Lo sport rende omaggio al patrono San Feliciano" dal tema "Dal sacrificio alla gioia".
Ed ancora. "Che differenza c'è fra fatica e stanchezza? Il sacrificio affatica ma non stanca. La fatica fa sudare ed è causata dall'amore delle cose che facciamo. La stanchezza è provocata dalla smania di possedere".
Diverse le società sportive e le associazioni che hanno partecipato all'incontro che è iniziato con la partenza della Fiaccola dalla chiesa di San Paolo fino alla pro cattedrale santuario della Madonna del Pianto. Un incontro arricchito anche dalla presenza di due pallavolisti (Alessandro Franceschini e Luciano De Cecco) in rappresentanza della Sir Safety Perugia, da atleti paraolimpici (il folignate Antonio Acciarino) e dalle parole a "distanza" della medaglia d'argento alle Olimpiadi, Andrea Santarelli. Ognuno di loro ha dato la propria testimonianza sul tema "Dal sacrificio alla gioia".
"Io credo che la parola sacrificio sia quasi sinonimo di sport - ha scritto Santarelli - perché non si può ottenere nulla se non passando per il sacrificio: sacrificando , ad esempio, pomeriggi o bei momenti con gli amici, o faticando giorno dopo giorno. Perché solo tramite questo si può imparare ciò che serve per ottenere un risultato: che non è solo la pura tecnica o bravura dell'atleta, ma anche la sofferenza e tenacia, quella sofferenza che fa di un grande atleta un Campione".
Alessandro Franceschini si è soffermato sul sacrifico per arrivare a tali livelli "un sacrificio che significa rinuncia e, se non hai una famiglia che ti sta dietro, non arrivi da nessuna parte".
Per Luciano De Cecco, che è atleta anche della nazionale argentina ed uno dei palleggiatori più forti al mondo, è ancora più complicato "15 anni lontano da casa, tornando solo una volta l'anno. Mia sorella aveva 8 anni e non l'ho nemmeno vista crescere".
Presente all'incontro anche Enrico Tortolini, delegato del sindaco allo sport che ha ringraziato il Centro sportivo Italiano di aver promosso, ormai da cinque anni, l'iniziativa insieme alla Diocesi e ha spiegato i tanti traguardi e iniziative che attendono la città di Foligno: dai campionati italiani di ballo al campionato di judo, al Giro d'Italia, alla tappa della Tirreno Adriatico, alla Mezza Maratona, alla Strafoligno e annunciato la candidatura di Foligno ai campionati europei della pallavolo previsti a settembre 2018.
E' prevista la presenza per 15 giorni di 16 nazioni, Tortolini ha già parlato con alcuni referenti nazionali e ci sarebbero ottime possibilità di averli a Foligno. Ma non solo. Il delegato del sindaco ha annunciato altri due progetti sui quali sta lavorando ma che per ora sono top secret.
Nella foto da sinistra: De Cecco, don Ronchetti, Acciarino, Tortolini, monsignor Sigismondi, Franceschini, Noli
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