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Crisi di maggioranza, ecco la soluzione di Mismetti
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Crisi di maggioranza, ecco la soluzione di Mismetti
Il sindaco pensa di togliere un assessore dalla Giunta e dare la poltrona al Mpf. Ma c'e' chi non ci sta
Crisi di maggioranza: il sindaco cerca disperatamente una soluzione per uscire dall'empasse. E l'ultima "trovata" sembra essere per il primo cittadino proprio l'ultima spiaggia.
La soluzione
La soluzione prospettata per avere quei ‘famosi' tredici consiglieri necessari per governare fino alla fine della legislatura, sarebbe quella di mandare a casa un assessore della giunta attuale (e la poltrona a traballare sembrerebbe essere proprio quella dell'avvocato Silvia Stancati) e il subentro di un componente della lista che è arrivata ultima alle elezioni, cioè la lista Movimento per Foligno (la lista di Ronconi, per chiarire) scavalcando tutte le altre. E sul nome dell'eventuale assessore si mormora quello di Marta Baldan, che accompagna Lorenzo Schiarea in tutte le conferenze stampa organizzate finora e arrivata seconda in termini di voti. In questo modo, la contropartita sarebbe quella di "giurare" fedeltà e, quindi, non mettersi più, come si dice, di "traverso" nelle votazioni. L'unica cosa che ci si domanda è: "ma l'assessore che dovrebbe uscire dalla Giunta? Non si lamenta? E' disposto tranquillamente a farsi da parte? Vedremo. Comunque, con questo "stratagemma" il sindaco avrebbe i famosi 13 consiglieri e potrebbe, perciò, governare. Certo di ufficiale non c'è nulla: la soluzione viene mormorata nei corridoi di Palazzo, ma il sindaco non si sbilancia con nessuno.
La "rivolta"
Una soluzione che, però, è arrivata alle orecchie di chi fa parte di una lista che ha ottenuto il doppio dei voti di MpF, che non ha avuto alcun assessorato ma solo un "incarico", che è stato sempre presente, a differenza di altri, ai consigli comunali, che è sempre presente alle varie iniziative che fanno parte del suo settore di competenza e che è diventato un punto di riferimento per una buona parte della città: Enrico Tortolini. E la soluzione ipotizzata, di certo, non è piaciuta affatto, tanto che ieri era pronto a convocare la sua lista, ‘Foligno Soprattutto' proprio per parlare di questo. Una riunione "saltata" per un confronto richiesto dal sindaco con il consigliere. Di certo l'amarezza per quello che sta accadendo non è stato possibile mascherarla: anche perché a differenza di altri, Tortolini un lavoro ce lo ha e il suo impegno è dettato dal desiderio di fare qualcosa per la città e per un settore, appunto lo sport, in cui lo vede protagonista da sempre. Forse il sindaco credeva che Tortolini avrebbe ingoiato il rospo senza discutere.
Amarezza e delusione
Ma stavolta non è così: la delusione e l'amarezza ci sono eccome. Fatti due calcoli, a Tortolini non converrebbe dimettersi ma restare, comunque, in consiglio comunale: anche perché la lista, non dimentichiamoci, è quella del sindaco e, quindi, alcuni componenti, tanto vicini al primo cittadino, potrebbero bypassare Tortolini e, invece, appoggiare la soluzione prospettata dal sindaco. Ma se anche Tortolini, a questo punto, si mettesse di traverso, ecco che risolto un problema ne scoppierebbe un altro? Quindi? Quale sarebbe il male minore?
Le altre soluzioni "impraticabili"
Ma fare, invece, un bel rimpasto di Giunta? Sarebbe una soluzione ma, si dice, impossibile da attuare: alcuni assessori, diciamo, sono intoccabili e, perciò, anche questa soluzione è da abbandonare. Il sindaco si dimette? Magari con un'uscita eclatante facendo nomi e cognomi, con tanto di richieste? Anche questa soluzione non sarebbe praticabile: il Pd, si dice, non lo permetterebbe e se il sindaco volesse, dopo la legislatura, andare a Roma, questa uscita non gioverebbe ai suoi piani. Insomma, non c'è una via di uscita se non quella di far fuori un assessore, dare la poltrona all'ultima lista e fare a meno di Tortolini.
E la città?
Ma la città come reagirebbe a questo? Il sindaco, pochi giorni fa, era uscito dicendo che i tre dissidenti (appunto Schiarea del Mpf, Finamonti del Pd e Ciancaleoni del Psi) volevano solo un rimpasto di Giunta e che a loro non interessavano i problemi della città. La città starebbe in silenzio? Certo, ora presentando le nuove linee programmatiche, che la Filipponi ha bollato come obsolete e che fanno parte di programmi elettorali datati anche 2004, cerca attraverso i vari capigruppo di avere, per iscritto, i "famigerati" 13 consiglieri.
Ore febbrili
Proprio fra meno di due ore il sindaco ha una riunione di coalizione e, alle 18, vertice di maggioranza. Tutte riunioni in attesa di poter prendere una decisione. Che non verrà presa fino alla prossima settimana: i Primi d'Italia e la festa del Centro di selezione con la presenza del ministro alla difesa Pinotti, posticiperanno il tutto. In bocca al lupo, sindaco.
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