politica

Il 'Piccicale stadium' dopo 30 anni cambia gestione, i 'veleni' di Impegno Civile

 

Filipponi: 'Sfrattata la famiglia che si e' occupata per tutto questo tempo del campo di calcetto di via Marconi. Il Comune si ricorda di applicare le regole solo quando gli fa comodo'

 

"Dopo 36 anni é 'finito piccicale': con queste parole l'associazione che gestisce l'impianto sportivo di via Marconi annuncia il cambio di gestione e la fine di un 'pezzo di storia' di Foligno, grazie alla discutibile scelta dell'Amministrazione locale che, imperterrita, continua nel processo di omologazione e di consolidamento del collaudato sistema clientelare".


Inizia così la nota del capogruppo di Impegno Civile, Stefania Filipponi sulla vicenda che ha visto, dopo tanti anni, la decisione del Comune di indire una gara per assegnare il campo di calcetto (con annesso bar, di via Marconi, fondato  da Aldo  Marinangeli, conosciuto come "piccicale" e quindi la perdita della gestione dell'associazione a livello familiare che da trenta anni se ne occupava.

"Il sindaco, in sede consiliare, per giustificare la procedura ad evidenza pubblica, per l'affidamento della gestione dell'impianto Santopaolo - dice Filipponi - ha fatto riferimento al regolamento che prevede l'espletamento della gara nell'ipotesi in cui sul territorio, su cui insiste l'impianto stesso, esistano più soggetti sportivi. Quello che stride é, però, la 'disparità di trattamento'.
L' esecutivo folignate, infatti, si ricorda di applicare leggi e regolamenti a suo insindacabile piacimento: ci si dimentica delle regole quando si consente a qualche associazione (solo ad alcune, però) di porre a carico dell'Ente, per oltre 25 anni, le utenze nonostante che gli associati paghino regolarmente le tariffe e tutti gli oneri connessi".

"Ci si dimentica dei precisi obblighi normativi quando si decide per l'affidamento diretto -vietato- in presenza di impianti sportivi aventi rilevanza economica. E che importa se per negligenza o per dolosa omissione si lasciano danneggiare pezzi di impianti pubblici ovvero si accumulano crediti inesigibili verso associazioni sportive: si sa, gli interessi particolari vanno sempre tutelati". 

"La Giunta Mismettiana che ama riempirsi la bocca di solidarietà (sicuramente doverosa) quando si tratta di 'rifugiati', non esita a 'sfrattare' una famiglia che da 30 anni gestisce il 'piccicale Stadium' che non è solo un bar o un impianto sportivo, ma un luogo della identitá folignate". 



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