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Bio- digestore, Wwf sul piede di guerra: 'Non vogliamo un impianto ad alto rischio ambientale'

 

Il presidente del Wwf pronto ad ingaggiare una battaglia contro il Comune a colpi di firme per scongiurare la nascita dell'industria 'insalubre di prima classe'

 

"Un'industria insalubre di 1° classe, nonché impianto a rischio di incidente rilevante.
Il bio-digestore di Casone, voluto dal Comune di Foligno senza ascoltare informare, partecipare, i cittadini/sudditi sui rischi. Secondo il WWF, un'enorme speculazione economica seppur legittima, da parte di un privato che vede la Ditta Asja Spa come asso-pigliatutto in qualità di socio di maggioranza all'80%, che tra 20 anni, (finiti gli incentivi statali), con ogni probabilità abbandonerà la 'scatola vuota', perché la gallina dalle uova d'oro sarà morta". 


Ed allora via alla raccolta firme da parte di un neonato comitato capegiato dal presidentedel Wwf, Sauro Presenzini, per songiurare la nascita di questo impiato e bloccare l'iter di ilascio delle autorizzazioni.

"Nessun imprenditore 'sano di mente' - incalza Presenzini un una luna nota - farebbe enormi investimenti economici in questo settore, senza gli attuali forti aiuti di Stato, che oggi e per 20 anni riconosceranno -come da contratto-, generosi incentivi alla estrazione di biometano dai rifiuti". 

Presenzini punta il dito contro il Comune che non avrebbe informato i cittadini sull'impianto, sul fatto che i terreni intorno la struttura sarebbero deprezzati e sul rischio per tutta l'area circostante Trev, Spello e Montefalco. "Intanto per cominciare, è sbagliato l'approccio politico amministrativo al problema, perché sarebbe stato corretto e trasparente che i cittadini fossero stati informati compiutamente prima di metterli di fronte al fatto compiuto, informandoli sia dei pro che dei contro, verso un'ingombrante e 'pericolosa' scelta impiantistica e ciò che essa comporta".

"Si tratta di un'enorme problema sanitario, ambientale, che vede in prima battuta un reale deprezzamento dei terreni, delle case e della zona agricola circostante, almeno per un raggio di 1 km, ma non solo, la presenza di questa Nuova Industria Insalubre di I° classe -così classificata dalle Leggi sanitarie- prevede la manipolazione e il trattamento biologico dei rifiuti attraverso lo sviluppo di batteri potenzialmente pericolosi. I possibili effetti sull'ambiente rischiano fortemente di danneggiare, anche dal punto di vista dell'immagine, la rinomata e conosciuta zona di produzione dell'olio di Trevi e di Spello e la produzione del Sagrantino oltre la possibilità di rischio sanitario serio-grave, attraverso un non corretto spandimento di compost-digestato nei terreni, problemi già riscontrati più volte sia in Italia che all'estero e come le cronache e letteratura scientifica e uno specifico studio di ARPA Veneto, riferiscono".

"E' bene che i cittadini siano informati e si oppongano con tutte le forze e con ogni forma di lotta lecita e possibile, ponendo in campo tutti gli strumenti giuridici, a tutela del proprio territorio, della propria salute, dei loro interessi".

Il presidente del WWF lancia un appello alle istituzioni cittadine per bloccare temporaneamente tutte le autorizzazioni/pareri rilasciati e quelli in itinere, al fine di consentire alla popolazione dei territori circostanti e confinanti con Foligno, Trevi, Spello, Montefalco, di essere informata e capire cosa accade. "Cosa è oggi accaduto a loro insaputa, perché nessuno li ha informati di cosa sia e di cosa comporta questo tipo di impianto, collocato impropriamente in una zona agricola di pregio? Perché nessuno gli ha mai detto che quasi 10.000 camion l'anno invaderanno le strade per alimentare in continuo questa Industria Insalubre, che i rifiuti utilizzati in questi impianti non saranno sufficienti quelli da noi prodotti, ma verranno fatti arrivare da fuori Regione, perché la stazza dell'impianto è stata VOLUTAMENTE sovradimensionata rispetto alle esigenza dell'ATI 3 (ovvero il territorio di Foligno e gli altri 22 comuni) al sol fine di maggiorare guadagno e speculazione di pochi, con 'danno per tutti'".

"I cittadini dovrebbero sapere del rischio biologico e sanitario che un'Industria Insalubre di tal fatta potrebbe comportare. I medici per l'ambiente dell'Isde su questo tipologia d'impianto sono fortemente critici. Perché non si è ritenuto di informare la popolazione, forse per non frapporre ostacoli e ritardi al processo autorizzativo (che già ora prevederebbe la posa della prima pietra entro il mese di ottobre) è questo il motivo nascosto?".

Ed ancora. "Come mai la regione Umbria ha già detto che non è necessaria la valutazione di impatto ambientale e sostanzialmente ha spianato la strada a questi 'imprenditori illuminati' con procedure in discesa? mentre sentenze, giurisprudenza e direttive europee, hanno invece deciso e statuito che la Via (valutazione impatto ambientale) e le altre procedure di garanzia e cautela, sono non solo necessarie, ma obbligatorie".

"Da una visura effettuata alla Camera di Commercio, per capire quali personaggi e interessi politici/economici ci possano essere dietro questa operazione, si colgono poi aspetti singolari interessanti, che sono certamente indicativi di una direzione ben definita".

"Il WWF di Perugia, che si è posto a capo del Comitato spontaneo contro l'Industria insalubre, il bio-digestore di Casone, ha iniziato a raccogliere le firme che possono essere depositate presso il Presidente della stessa Associazione Sauro Presenzini, oppure presso i referenti che saranno comunicati, dei Comuni, frazioni e quartieri interessati".
"Già attivi quello di S. Eraclio con referente Fausto Moretti, il coinvolgimento dei quartieri di Sterpete/Casevecchie, Ina Casa /Sassovivo, a tutela giuridico legale del Comitato l'avvocato Valeria Passeri vissuta dalle pubbliche amministrazioni che hanno avuto contatti con Lei come una 'dolorosa spina nel fianco'".

Presenzini parla, quindi, di una schiera di cittadini informati e inferociti, (che si sono sentiti traditi da questo modo di procedere che li ha esclusi e gli ha tenuto nascoste queste informazioni), che sono pronti ad ingaggiare una furiosa battaglia, il loro parere evidentemente non conta nulla ed infatti le scelte amministrative di non partecipare/informare la cittadinanza è certamente il fatto più grave ed oscuro da parte del Comune di Foligno (che finanzia con 2 milioni di euro il progetto)". Ed ancora. "La partecipazione dei cittadini dovrebbe essere la direzione recepita e applicata dalla politica e non viceversa: Io faccio affari, io decido ...e voi subìte!! Il Comune di Foligno è oggi diventato una sorta di Marchese del Grillo moderno, con la sua salace e ormai famosa battuta, 'io so io e voi non siete....'".

 

 


 



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