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Cronaca, 26 Febbraio 2019 alle 23:47:10

La famiglia denuncia il maestro, il papa': 'I miei figli soffrono. E' stato un atto di razzismo'

Il racconto dei genitori: umiliato non solo il bambino ma anche la figlia chiamata scimmia. Presentata la querela. Il supplente si difende: 'Nessun razzismo, solo un esperimento come quello del professor Baroncini'

"Nostro figlio è stato umiliato non solo nella sua classe, quando è rimasto in piedi, girato verso la finestra, con il maestro che domandava ai compagni ‘Non è proprio brutto? Girati così non ti vediamo': il giorno prima il maestro aveva fatto la stessa cosa, portandolo in un'altra classe. A nostra figlia, invece, aveva detto: ‘hai un nome troppo lungo, possiamo chiamarti scimmia? Sei brutta come tuo fratello'. I nostri figli soffrono tanto. E questo non è razzismo? Cosa è allora? Gli esperimenti, poi, non si fanno con i bambini".
È il racconto di Odigie e Favour, genitori dei piccoli nigeriani, fratello e sorella, "umiliati" dal maestro Mauro Bocci che ha sostenuto come il suo comportamento, adottato nei confronti dei piccoli, fosse dovuto a un "esperimento sociale".


Il racconto dei genitori. E' il papà del bimbo di 10 anni, nello studio dell'avvocato Silvia Tomassoni che assiste la famiglia nigeriana, che racconta la vicenda: è arrabbiato ma anche tanto preoccupato per i figli, specialmente per il maschietto, per le conseguenze che questo fatto può aver lasciato.
"Mio figlio ora sta male - ha detto con le lacrime agli occhi - si è chiuso in sé: i miei bambini volevano cambiare scuola. Non è vero che il maestro ha detto, prima di iniziare a umiliare mio figlio, che fosse un esperimento sociale: ha parlato solo di esperimento, ma lo ha detto dopo l'episodio. E poi gli esperimenti non si fanno con i bambini, li faccia con me. Mio figlio ha avuto la solidarietà di tutta la classe. Sono stato contento che i compagni si siano subito schierati in aiuto di mio figlio che, orgoglioso ha detto: ‘mi è piaciuto vedere i miei compagni che si sono messi alla finestra e che dicevano che erano uguali a me'. E' meglio, però, che non incontri il maestro: diventerei una bestia".


"Quando sono andato dalla dirigente lei è rimasta malissimo, quasi piangeva - aggiunge - Fa male vedere i propri figli soffrire, stare in silenzio e non voler andare più a scuola. In tutti questi anni che sono in Italia, non mi era mai capitata una cosa simile: qui ho trovato tante persone buone, anche in questa scuola non abbiamo mai avuto problemi".


L'avvocato della famiglia Silvia Tomassoni.  "Si è trattato di un episodio di discriminazione e per questo abbiamo presentato denuncia-querela al tribunale di Spoleto - spiega l'avvocato Silvia Tomassoni - e, a supporto, abbiamo portato anche gli esposti presentati dai genitori dei compagni di scuola del bambino". Naturalmente, sarà il piemme che verrà nominato a formulare i reati che si possono ravvisare e che, nella fattispecie, potrebbero essere: maltrattamenti, atti persecutori (se fosse riconosciuta la reiterazione) e violenza privata, il tutto aggravato dal razzismo.


Chi è Mauro Bocci. Ma chi è Mauro Bocci, il maestro/supplente (che è stato sospeso, direttamente dal Ministero dell'Istruzione, in via cautelativa e sul quale sta indagando l'ufficio scolastico regionale che dovrà poi prendere gli opportuni provvedimenti) che con il suo esperimento ha suscitato questa ondata di polemiche facendo insorgere tutta Italia? Intanto è laureato in antropologia, insegna da oltre 10 anni e alla scuola di Monte Cervino seguiva come materia "alternativa alla religione cattolica". E' sposato, anche sua moglie è maestra, ha due figli: una ragazzina che frequenta la scuola media e un maschietto che sta proprio nella scuola Monte Cervino.


L'avvocato del maestro, Luca Brufani.  E' l'avvocato che parla a posto suo: lui non se la sente. Anzi il suo legale, Luca Brufani, ieri ha detto che il suo assistito si sentiva male e xche sarebbe andato dal medico. "Era un esperimento - ha detto l'avvocato Brufani - che si basava su un modello come quelli che si trovano in rete (ad esempio, come quello del professor Diego Baroncini, ndr): suscitare, cioè, indignazione fra i bambini quando si adottano comportamenti discriminatori. Si può dire che ha sbagliato il metodo, ma non la finalità. Non si può parlare di razzismo. Ha forzato la mano perché in quell'ora voleva lasciare un segno tangibile della sua presenza e del suo metodo".


Il metodo di Diego Baroncini. Il professore è stato citato dal maestro che per il suo esperimento ha seguito questo "metodo". Come riporta "Ravenna Today" nell'edizione del 26 gennaio, la lezione del professore è una vera e propria "lezione di vita" che difficilmente i suoi studenti dimenticheranno.


Diego Baroncini, docente di lettere dell'Istituto paritario San Vincenzo de' Paoli a Ravenna, nei giorni scorsi - con l'avvicinarsi del Giorno della memoria - ha deciso di sottoporre i suoi alunni di seconda media a un curioso esperimento, forse ispirandosi al celebre film tedesco "L'onda", a sua volta basato sull'esperimento sociale "La terza onda".


Il professore, come riporta il quotidiano La Repubblica, dopo essere entrato in aula ha ordinato agli studenti di dividersi in due gruppi: i ravennati "puri", nati nella città dei mosaici, da una parte e i restanti dall'altra. Poi ha spiegato che i "non puri" non avrebbero più potuto seguire le lezioni a scuola, ma non solo: il docente, di fronte ai loro sguardi attoniti, ha detto loro di togliere occhiali, scarpe, orologi, cinture e quant'altro invitando addirittura le ragazze a nascondere i capelli, simulando una spoliazione nazista.


Gli studenti, che hanno subito capito l'intenzione del prof di far provare loro ciò che gli ebrei provavano durante le deportazioni, sono rimasti molto colpiti dall'esperimento, ammettendo di aver provato imbarazzo o turbamento. Il docente ha anche invitato i suoi studenti, rimasti in silenzio, a "ribellarsi" alle imposizioni sbagliate come quella alla quale li aveva appena sottoposti.


 


 


 

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